Sulle terme i comitati di quartiere avvertono la Regione: “Serve trasparenza, non scelte calate dall’alto”
Chiedono trasparenza, confronto pubblico e garanzie sociali: “Il rilancio termale deve restare ancorato alla città, non diventare un progetto per pochi”.
L’Unione dei Comitati di Quartiere accoglie positivamente l’arrivo della proposta del Rti Terme di Saturnia Spa, considerandola un segnale di svolta dopo oltre dieci anni di paralisi. Ma denuncia con forza la scelta della Regione di individuare l’operatore senza un reale coinvolgimento della comunità, ignorando il valore simbolico e civile delle oltre 10.000 persone scese in piazza per reclamare il rilancio delle Terme. I Comitati avvertono che modelli di sviluppo basati su poli di extra-lusso isolati dal contesto urbano raramente generano benessere diffuso: “Rischiano di produrre occupazione stagionale e scarse ricadute sull’economia reale – affermano – separando la risorsa termale dalla città e lasciando ai margini imprese e lavoratori locali”. Per questo chiedono un’analisi lucida dei piani industriali e un confronto pubblico prima che le scelte diventino irreversibili. Propongono tre pilastri per un termalismo equo: centralità della medicina termale e terapeutica; accessibilità sociale per residenti, anziani e fasce fragili; un turismo integrato che porti l’indotto nel centro storico, contrastando lo spopolamento commerciale. L’Unione sollecita un consiglio comunale aperto e un tavolo permanente di confronto, ribadendo che non si oppone all’investimento privato, ma vigilerà affinché ogni decisione tuteli davvero lo sviluppo duraturo di Sciacca.





