Vino in Italia: il giro d’affari contribuisce all’1,1% del PIL nazionale
Nonostante la congiuntura economica che, per il settore enologico, da diversi anni si sta rivelando complessa, il vino, in Italia, è protagonista di un giro d’affari all’insegna della solidità. A ricordarlo ci pensano i dati recentemente divulgati dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly.
Resi pubblici lo scorso mese di aprile in occasione della 58esima edizione dell’evento scaligero, punto di riferimento mondiale in campo enologico da sempre, parlano di un contributo pari all’1,1% al PIL nazionale. Questi numeri sono il risultato della coltivazione di ben 670 mila ettari e del lavoro di oltre mezzo milione di imprese attive sul territorio nazionale.
Se si guardano le cifre delle vendite, si può notare, per il 2025, una situazione sostanzialmente uguale rispetto a quella del 2024, con un volume pari a circa 3 miliardi di euro. In generale è possibile riscontrare un’importante crescita degli spumanti che, non a caso, sono una presenza fissa tra le proposte di vini in offerta nei cataloghi di e-commerce famosi come Tannico, un grande classico per chi ama bere bene.
Grazie alla loro leggerezza percepita e alla freschezza, sono centrali in momenti di convivialità come l’aperitivo. L’equilibrio tra la caratteristica succitata e l’acidità li rende pure degli eccellenti vini a tutto pasto, in grado, proprio per il fatto di non essere troppo pesanti, di accontentare anche i palati più esigenti e chi è attento alle tendenze salutiste di questo periodo.
Il mercato del vino in Italia, reso vivo da più di 29 milioni di acquirenti, è stato interessato, negli ultimi anni, da un cambiamento a dir poco significativo. Sono aumentati i consumatori saltuari e si è palesato sulla scena un vero e proprio riposizionamento.
Il vino come prodotto è diventato una scelta edonistica, perfetta per quelle circostanze di gioia e spensieratezza che, nel nostro Paese, hanno un significato sociale importante e profondo.
Il vino, oltre ad avere un ruolo prezioso per i numeri dell’economia italiana, rappresenta anche uno dei prodotti del Bel Paese più esportati su scala globale.
I dati relativi al 2025, sempre legati all’Osservatorio Uiv-Vinitaly, mostrano una situazione all’insegna del calo, in particolare sui mercati extra UE. Tra questi, compare in primo piano la piazza USA a causa dei dazi. Modesta ma comunque presente è invece la crescita dell’export sui mercati UE: le vendite di vino italiano in Francia, Paesi Bassi e Svezia hanno concretizzato numeri interessanti, con una crescita, rispetto al





