Agricoltura, per l’assessore Dimino serve una mobilitazione a difesa dell’olio e grano
L’assessore all’Agricoltura del Comune di Sciacca Francesco Dimino lancia un appello alle istituzioni, alle organizzazioni agricole e agli amministratori del territorio affinché si apra una riflessione seria sullo stato di salute dell’agricoltura siciliana, con particolare riferimento ai comparti dell’olivicoltura e della cerealicoltura
RIBERA- “Da settimane – dichiara l’assessore Francesco Dimino – raccolgo le preoccupazioni di agricoltori, produttori e operatori del settore. Le difficoltà che stanno vivendo non possono essere ignorate. Il prezzo del grano duro continua a registrare quotazioni che, secondo molti produttori, non consentono neppure di coprire i costi di produzione. Questo sta spingendo numerose aziende a ridurre gli investimenti o addirittura a rinunciare alle semine”. Anche nel comparto olivicolo la situazione è assai delicata. “L’olio extravergine d’oliva – continua l’assessore Dimino – rappresenta una delle principali eccellenze della Sicilia e del nostro territorio. Eppure assistiamo sempre più frequentemente alla presenza sul mercato di prodotti venduti a prezzi che pongono interrogativi sulla sostenibilità economica dell’intera filiera. Quando sugli scaffali si trova olio a cinque euro al litro, una riflessione è doverosa. Dietro una bottiglia di vero olio extravergine d’oliva ci sono costi di coltivazione, raccolta, molitura, confezionamento e commercializzazione che non possono essere ignorati”. Per Dimino, occorre garantire piena trasparenza sulla provenienza delle materie prime e sulla trasformazione dei prodotti. La tracciabilità deve essere un principio irrinunciabile. I consumatori hanno diritto di sapere cosa acquistano e gli agricoltori hanno diritto a competere in un mercato equo. Difendere il Made in Italy e il Made in Sicily significa tutelare il lavoro di migliaia di aziende agricole che investono ogni giorno sulla qualità. “La concorrenza- afferma Dimino- è un valore quando si svolge nel rispetto delle regole. Diventa invece un problema quando rischia di comprimere il valore delle produzioni locali e di penalizzare chi produce qualità rispettando standard elevati e sostenendo costi sempre più importanti”. Dimino annuncia l’intenzione di promuovere un confronto con i sindaci, gli assessori all’agricoltura del territorio, le organizzazioni professionali agricole, i produttori e tutti i soggetti interessati. “L’obiettivo è costruire un documento condiviso da sottoporre al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e al Vicepresidente della Regione Siciliana e Assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino, affinché si apra un confronto concreto sul futuro delle produzioni agricole italiane e siciliane, sulla tutela delle filiere e sulla valorizzazione del lavoro degli agricoltori. Non chiediamo assistenzialismo. Non chiediamo pietà. Chiediamo rispetto. Rispetto per chi lavora la terra, per chi produce qualità, per chi custodisce il paesaggio rurale e per chi continua a credere nell’agricoltura come risorsa economica, culturale e identitaria. Senza agricoltori non esiste territorio. E senza una giusta remunerazione del lavoro agricolo non può esistere futuro per le nostre campagne”.





