Dighe piene ma acqua ferma, Daino: “A rischio economia e tenuta sociale del territorio”
Dopo mesi di emergenza siccità, adesso il problema non è la mancanza d’acqua, ma l’incapacità di distribuirla
RIBERA- Il presidente del Consorzio di tutela dell’Arancia di Ribera DOP lancia l’allarme e denuncia le difficoltà del sistema irriguo nonostante le riserve idriche presenti negli invasi. In sostanza, e sembra un paradosso, le dighe sono piene ma l’acqua non arriva alle aziende agricole. È uno scenario assurdo e fuori da ogni logica che rischia di provocare danni enormi a un comparto già messo a dura prova. Daino punta l’attenzione sulle criticità che interessano il sistema dei Consorzi di bonifica, tra carenza di personale, stipendi bloccati e interventi di manutenzione che procedono a rilento.
Questa volta è in gioco la tenuta economica e sociale di interi territori. Dietro ogni azienda ci sono famiglie, lavoratori e investimenti che non possono essere lasciati nell’incertezza. Daino contesta inoltre la richiesta di pagamento anticipato rivolta agli agricoltori. È francamente difficile comprendere come si possa chiedere agli utenti di pagare in anticipo un servizio che, ad oggi, non viene ancora garantito: “Prima si assicuri l’erogazione dell’acqua e la piena funzionalità della rete irrigua, poi si chiedano i relativi corrispettivi. Diversamente si alimentano soltanto sfiducia e tensioni tra gli operatori del settore”, chiosa Daino che rivolge un appello alle istituzioni affinché vengano adottate misure immediate per garantire la piena operatività della rete irrigua. “Non possiamo permettere che inefficienze e ritardi burocratici compromettano una stagione fondamentale per l’agricoltura siciliana. Servono risposte subito, prima che le conseguenze diventino irreversibili”.





