Guasto al Fanaco, esplode l’emergenza idrica: AICA segnala lo stop, il sindaco di Canicattì lancia l’allarme ordine pubblico

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Siciliacque interrompe l’acquedotto: turni saltati, serbatoi vuoti, ospedale rifornito con autobotti. Corbo chiede interventi immediati a Regione, Prefettura e Protezione Civile.

La rottura dell’acquedotto Fanaco ha aperto una nuova, pesante crisi idrica nell’Agrigentino. AICA ha comunicato che Siciliacque ha interrotto l’esercizio della condotta, bloccando la fornitura ai Comuni di Canicattì e Casteltermini e riducendo drasticamente la portata verso Aragona, Favara, Comitini e Porto Empedocle. A secco anche le frazioni agrigentine di San Michele e Fontanelle, mentre l’ospedale San Giovanni di Dio viene rifornito tramite autobotti. Le turnazioni subiranno slittamenti e limitazioni fino al ripristino del servizio. Ma a Canicattì la situazione è già oltre il livello di guardia. Il sindaco Vincenzo Corbo ha inviato una richiesta urgente a Regione Siciliana, Prefettura, Protezione Civile e gestori idrici, denunciando un quadro “critico e insostenibile”. Secondo il Comune, i turni rischiano di superare i 20 giorni, il servizio autobotti è paralizzato dallo svuotamento dei serbatoi e l’idrante comunale è inutilizzabile. Un effetto domino che mette a rischio salute pubblica, ordine pubblico e vivibilità quotidiana, soprattutto nel centro storico e tra le fasce più fragili. Corbo chiede un intervento straordinario immediato e, una volta riparata la condotta, un aumento strutturale della portata idrica per evitare il ripetersi di emergenze ormai cicliche. AICA, dal canto suo, assicura monitoraggio costante e aggiornamenti sul ripristino della fornitura.

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