Giuseppe Colaianni, il sacrificio di un padre siciliano: prima salva la moglie, poi il crollo

siciliano morto in venezuela 2026

La prima vittima italo‑venezuelana del terremoto era originaria di Calascibetta. Una vita divisa tra due continenti, l’amore per la famiglia e un ultimo gesto di coraggio.

Giuseppe Colaianni, 55 anni, originario di Calascibetta, è la prima vittima italo‑venezuelana del devastante terremoto che ha colpito l’area di Caracas. È morto dopo avere messo in salvo la moglie, travolto dalle macerie mentre cercava di uscire dall’abitazione. Un gesto che racconta, più di ogni parola, la sua natura generosa. Da anni viveva in Venezuela, dove aveva costruito la sua famiglia: la moglie, due figli ormai adulti, Antonella e Egidio. Solo venti giorni fa la coppia era rientrata da un lungo soggiorno in Francia, dove si era trasferita per stare accanto alla figlia durante gli studi. La sera della tragedia, Giuseppe e la moglie stavano videochiamando Antonella per il suo compleanno: la linea si è interrotta all’improvviso, proprio mentre la terra cominciava a tremare. È stata l’ultima immagine che la ragazza ha del padre. Chi lo conosceva lo ricorda come un uomo solare, appassionato di rock e tifoso del Bologna, squadra adottata dopo l’acquisto della sua prima chitarra in città. Ogni volta che tornava a Calascibetta chiedeva un tiramisù, il suo dolce preferito. Lavorava in una ditta di logistica internazionale. La sua morte lascia un vuoto profondo tra i familiari e nella comunità che non ha mai smesso di considerarlo “uno di casa”.

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