Tar annulla divieto armi ad agente: motivazioni insufficienti della Prefettura
Richiami a vecchi procedimenti archiviati e contrasti interni non bastano: i giudici parlano di “deficit istruttorio” e accolgono il ricorso dell’agente
La sentenza del TAR Sicilia segna un punto fermo nella vicenda che ha coinvolto un agente della Polizia Locale di Raffadali. Il Tribunale ha annullato il decreto con cui la Prefettura di Agrigento, nel 2024, aveva vietato all’agente la detenzione di armi ritenendolo “inaffidabile”. Una decisione fondata su due vecchi deferimenti – uno per minacce del 2019 e uno per diffamazione del 2020, e su presunti “contrasti” con il Comandante. I giudici hanno però evidenziato come tali episodi fossero stati archiviati o conclusi con assoluzione, e che la Prefettura non avesse svolto alcuna valutazione autonoma, limitandosi a riportare le notizie come fossero condanne definitive. Il TAR ha parlato di “deficit istruttorio”, chiarendo che un divieto così restrittivo richiede elementi concreti di pericolosità, non sospetti o tensioni interne. Difeso dagli avvocati Rubino, Piazza e Pedalino, l’agente ottiene così l’annullamento del provvedimento: l’Amministrazione potrà riesercitare il potere, ma solo con un’istruttoria rigorosa.





