Elisoccorso, la Commissione Antimafia denuncia gravi opacità negli appalti regionali
Nel mirino le procedure negoziate senza bando, incarichi milionari concentrati su pochi funzionari, proroghe ripetute e un sistema anticorruzione giudicato inefficace. L’Anac parla di una riduzione della concorrenza a vantaggio dello stesso operatore.
Nell’affidamento del servizio di elisoccorso emergono gravi opacità, come rilevato dalla Commissione regionale Antimafia presieduta da Antonello Cracolici. La relazione, frutto di audizioni avviate nel luglio 2025, mette in luce criticità significative: la nomina del Rup, già destinatario di incarichi milionari; il ricorso a una procedura negoziata senza bando; la proroga del contratto allo stesso operatore; i dubbi sulla qualificazione della stazione appaltante. La Commissione denuncia inoltre l’inefficacia del sistema regionale anticorruzione, privo di strumenti di allerta capaci di attivare interventi tempestivi. Rilievi simili arrivano dall’Anac, che ha aperto una vigilanza sugli incarichi esterni senza gara. Cracolici sottolinea come la centrale unica di committenza non sia mai stata messa nelle condizioni di operare, generando incertezza e favorendo dinamiche corruttive, soprattutto in sanità. La relazione è stata trasmessa ad Anac, Procura di Palermo, Corte dei Conti e ai vertici regionali. La deputata M5s Roberta Schillaci evidenzia come la procedura negoziata avviata in presenza di una gara aperta abbia ridotto la concorrenza, favorendo sempre lo stesso operatore. L’ex dirigente Salvatore Iacolino, chiamato in causa, contesta la mancata integrazione istruttoria e sottolinea che l’Anac ha formulato solo raccomandazioni, mentre alcune postazioni sono già state aggiudicate e altre sono in fase conclusiva.





