Assetati e abbandonati, attività economiche e residenti nella via Carcossea in condizioni da terzo mondo

niente acqua

Circa quaranta famiglie prive di rete idrica pubblica costrette a tempi e costi insostenibili per l’approvvigionamento mediante servizio sostitutivo tramite autobotte

SCIACCA- Non sanno più a che santo rivolgersi i titolari di attività economiche in via Carcossea e residenti. Una quarantina di famiglie vivono una gravissima situazione idrica emergenziale che si è aggravata con l’emergenza che si registra nella nostra provincia. Una quarantina di famiglie che, “pur avendo regolarmente adempiuto agli obblighi previsti dalla normativa urbanistica, non dispongono ancora oggi di una rete idrica pubblica e pertanto non hanno alcuna possibilità di allacciarsi all’acquedotto, con conseguente assenza di regolare approvvigionamento idrico”. Hanno inviato una lettera al Presidente della Regione e al Presidente dell’Ars, ai Deputati, al Prefetto, al Sindaco del Comune di Sciacca, all’Aica e all’Asp. Quella di via Carcossea è una condizione di disagio che si protrae da anni e che appare ancor più “incomprensibile considerato che la via Carcossea non si trova in una zona isolata, impervia o difficilmente raggiungibile; al contrario, la via è situata nelle immediate vicinanze del centro abitato di Sciacca, a circa un chilometro dallo stadio comunale della città, e i punti di collegamento alla condotta principale risultano anch’essi a una distanza di circa un chilometro dall’area interessata”.
E’ stata richiesta diverse volte la posa dell’acquedotto anche in questa via, terminata sempre in un nulla di fatto.
Oggi il protrarsi dell’emergenza e l’impossibilità di far fronte ai costi e alle tempistiche del servizio sostitutivo tramite autobotte esaspera i residenti. Hanno inviato una Pec alle autorità competenti, politiche e istituzionali.
“Ad oggi, nonostante le interlocuzioni successivamente avvenute con il Sindaco del Comune di Sciacca e con la dirigenza di AICA, non risulta essere stata adottata alcuna misura concreta ed immediatamente efficace per affrontare e risolvere il grave problema emergenziale che interessa la contrada Carcossea”, denunciano i residenti che in assenza della rete idrica sono costretti, da sempre, a rifornirsi esclusivamente mediante autobotti private. Costi che se in passato erano quantomeno accettabili, oggi la situazione è divenuta insostenibile sotto il profilo economico: un rifornimento di 8 metri cubi d’acqua raggiunge il costo di circa 120 euro, cifra che grava pesantemente sui bilanci familiari e che risulta del tutto sproporzionata rispetto a quanto sostenuto dai cittadini serviti dalla rete pubblica. I residenti evdienziano che vi sono potenziali ripercussioni sotto il profilo igienico-sanitario e della tutela della salute dei cittadini.
Chiedono: l’attivazione immediata di misure straordinarie a sostegno delle famiglie residenti e delle attività commerciali presenti in Contrada Carcossea; la predisposizione di un servizio di approvvigionamento idrico che non scarichi integralmente sui cittadini i costi del trasporto; l’avvio immediato delle procedure necessarie alla realizzazione della rete idrica pubblica nella contrada; la definizione di un cronoprogramma pubblico e vincolante per il completamento delle opere entro tempistiche che consentano ai cittadini di non versare in una costante emergenza; l’apertura di un tavolo istituzionale tra Regione Siciliana, Assemblea Regionale Siciliana, Prefettura di Agrigento, ATI Idrico, Comune di Sciacca e AICA per affrontare e risolvere definitivamente la questione.

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