Corruzione nella sanità: sei misure cautelari a Palermo

sanità inchiesta palermo 2026

Scoperto un sistema illecito per falsare certificazioni e ottenere benefici assistenziali

La Squadra mobile di Palermo ha eseguito sei misure cautelari nell’ambito di un’indagine che ha messo a nudo un articolato sistema corruttivo nel settore sanitario. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla procura, c’è un “facilitatore” di 65 anni, N.G., arrestato ai domiciliari dopo il sequestro di oltre un milione e duecentomila euro in contanti, trovati in casa e persino nell’auto. Secondo gli investigatori, era lui il perno di una rete capace di pilotare il riconoscimento di invalidità attraverso certificazioni false. Ai domiciliari anche un ortopedico dell’Asp e un imprenditore del settore delle forniture ortopediche, entrambi colpiti da misure interdittive. Obbligo di firma e sospensione dall’incarico, invece, per un fisiatra dell’Asp e una neuropsicologa, mentre un altro imprenditore è stato raggiunto da provvedimenti analoghi. Le indagini, condotte tra il 2024 e il 2025 con intercettazioni e accertamenti tecnici, hanno ricostruito un meccanismo consolidato: il facilitatore metteva in contatto clienti e sanitari compiacenti, sfruttando la sua conoscenza delle procedure per aggirare controlli e ottenere benefici indebiti. Un sistema che, secondo gli inquirenti, alterava in modo sistematico le decisioni pubbliche in materia di assistenza.