Direttivo Pd Sciacca, si dimette Calogero Catanzaro: “Ho fallito compito di anello di collegamento tra il partito e l’amministrazione Termine”
“I tentativi di dialogo con Termine, con gli assessori e con la segreteria sono stati numerosi, ma non hanno prodotto il rilancio dell’azione amministrativa che il partito auspicava”
Le dimissioni di Calogero Catanzaro dalla segreteria del circolo Pd di Sciacca arrivano come epilogo di un percorso politico iniziato con entusiasmo nel 2022, durante la campagna elettorale che portò all’elezione di Fabio Termine a sindaco. Catanzaro ricorda quella fase come un momento di forte mobilitazione collettiva, che lo spinse a impegnarsi con convinzione nel progetto amministrativo. Da allora gli era stato affidato un compito delicato: fungere da anello di collegamento tra il partito e l’amministrazione, nella quale all’epoca erano presenti anche iscritti Pd. Un ruolo che richiedeva equilibrio, mediazione e capacità di tenere insieme sensibilità politiche diverse.
Catanzaro sottolinea come, sin dall’inizio, fossero evidenti criticità e distanze tra la componente del sindaco e il Pd. Nonostante ciò, ha lavorato costantemente per mantenere unito il progetto, convinto che una collaborazione stabile fosse essenziale per garantire continuità amministrativa e credibilità politica. I tentativi di dialogo con Termine, con gli assessori e con la segreteria sono stati numerosi, ma non hanno prodotto il rilancio dell’azione amministrativa che il partito auspicava.
La rottura del settembre 2025 ha segnato il punto di non ritorno: da quel momento ogni collaborazione si è interrotta, svuotando di fatto il ruolo politico del Pd e lasciando la città priva di una regia condivisa. Catanzaro ritiene che questa frattura abbia penalizzato la politica e soprattutto Sciacca, privandola di un progetto unitario e di una guida capace di affrontare le criticità della città. Di fronte all’impossibilità di svolgere il compito affidatogli e alla constatazione che il progetto politico si è dissolto, Catanzaro ha deciso di lasciare il partito. E prima di lui si era dimesso anche Toni Montalbano. Le sue dimissioni sono irrevocabili, frutto di una valutazione attenta di una situazione che, a suo giudizio, ha danneggiato tutti i protagonisti e l’intera comunità.





