Forum Acqua Pubblica, a 15 anni dai referendum: “La Sicilia tradisce ancora la volontà popolare”
Nel 2011 i cittadini dissero “Acqua pubblica, senza profitto”. Oggi la Regione accelera sulla privatizzazione. Il Forum lancia un appello civile e sociale: “Si scrive acqua, si legge democrazia”.
A quindici anni dai Referendum del 2011, quando 27 milioni di italiani, tra cui oltre due milioni di siciliani, votarono con un inequivocabile 97,9% per un servizio idrico pubblico e senza profitto, la Sicilia continua a muoversi nella direzione opposta. Il Forum siciliano Acqua e Beni Comuni denuncia un tradimento lungo quindici anni: governi regionali che hanno ignorato la legge 19/2015, mantenuto in vita il gestore privatizzato Siciliacque, commissariato territori che avevano scelto la gestione pubblica, e lasciato marcire dighe, condotte e infrastrutture mentre l’acqua non arriva nelle case. “Il risultato – scrive il Foruma – è sotto gli occhi di tutti: tariffe più alte della media nazionale, due sentenze che ne hanno dichiarato l’illegittimità, un gestore pubblico come AICA costretto a pagare per la propria acqua, e un immobilismo che ha bruciato risorse senza risolvere l’emergenza idrica neppure in un anno di piogge eccezionali”. Il Forum denuncia che ora il governo regionale starebbe tentando un nuovo colpo di mano con il ddl sull’Autorità Idrica Siciliana: accentramento dei poteri, compressione delle autonomie locali, costi aggiuntivi per i cittadini e un modello che apre la strada a una gestione unica e privatizzata. Il Forum chiama a raccolta comunità, sindacati, sindaci, consigli comunali, realtà civiche e religiose: difendere l’acqua significa difendere la democrazia, i diritti e il futuro delle generazioni che verranno. “Si scrive Acqua Bene Comune – scrive il Foruma – si legge volontà popolare. E dopo quindici anni, chiede ancora di essere rispettata”.





