Vaccini, l’allarme di Asnas: «Le sanzioni non bastano, servono fiducia e servizi sul territorio»
Dopo il caso di difterite, l’associazione degli assistenti sanitari chiede investimenti strutturali e strategie mirate per recuperare le coperture.
Le assistenti sanitari lanciano un messaggio chiaro alla Regione dopo la morte della bambina di quattro anni per difterite e il calo delle coperture vaccinali: «Le sanzioni non bastano, la prevenzione si costruisce insieme a chi può ricostruire fiducia sul territorio». È la posizione dell’Associazione scientifica nazionale degli assistenti sanitari (Asnas) sul pacchetto di misure varato in Sicilia. L’organizzazione giudica incoraggianti i primi interventi della task force regionale, a partire dalla riapertura del centro vaccinale dello Zen, chiuso dal 2019. «È la conferma sul campo di quanto i servizi vicini alle persone facciano la differenza», osserva la presidente Elena Nichetti. Secondo Asnas, in Sicilia circa il 15% dei bambini non è vaccinato, un dato che espone un minore su sette alla forma grave della malattia. «Le sanzioni possono essere strumenti legittimi, ma da sole rischiano di irrigidire le posizioni delle famiglie già sfiduciate», rileva l’associazione. Per il presidente regionale Luigi Vitale, la chiave è rafforzare il lavoro degli assistenti sanitari: counselling, chiamata attiva, ascolto delle famiglie. «Un dato serve solo se qualcuno può trasformarlo in un contatto e in un percorso di recupero», sottolinea. Asnas conclude con un avvertimento alla politica: «Le strategie vaccinali devono tenere conto delle diverse esigenze dei territori, evitando politiche uniformi».





