Di Vita: “Sanità siciliana da ricostruire. Concorsi regionali, telemedicina e una governance finalmente meritocratica”

giovanni di vita 09-26

Il responsabile regionale sanità di Controcorrente spiega al nostro giornale il programma presentato agli Stati Generali di Agrigento: personale, territorio, rete ospedaliera e liste d’attesa.

Agli Stati Generali di Controcorrente, ad Agrigento, la sanità è stata al centro del confronto politico. Il medico saccense Giovanni Di Vita, presidente del dipartimento regionale sanità del movimento, ha illustrato una piattaforma di riforma che punta a intervenire su criticità strutturali e organizzative. «La sanità siciliana costa oltre dieci miliardi l’anno e continua a perdere più di 220 milioni in mobilità passiva», afferma Di Vita. «Siamo agli ultimi posti per LEA e patologie tempo dipendenti, con pronto soccorso in affanno e personale demotivato. È un quadro che richiede una ricostruzione vera.» Il primo fronte è quello dei pronto soccorso, dove in alcune realtà la carenza di personale supera il 50% della dotazione prevista. «Servono concorsi urgenti e una mobilità di rientro per medici e infermieri, accompagnata da incentivi economici e fiscali: indennità, mutui agevolati, riconoscimento del lavoro usurante. Senza professionisti non si può parlare di riforma.» Di Vita insiste poi sulla medicina territoriale: «Bisogna sviluppare la telemedicina su tutto il territorio regionale, collegando territorio e ospedali. Teleconsulto, teleassistenza, accessi domiciliari: è la strada per seguire fragili e non autosufficienti e ridurre accessi impropri in ospedale.» Un capitolo a parte riguarda le guardie mediche, «unico presidio notturno e festivo», che per Di Vita devono essere integrate nella rete digitale e nella telecardiologia. Sul versante ospedaliero, il programma prevede una revisione della rete per garantire equa distribuzione dei servizi e delle unità operative. «E bisogna investire nei settori più in crisi: oncologia, ortopedia, malattie polmonari, cardiochirurgia.» Le liste d’attesa restano uno dei nodi più critici. «Serve una ricognizione delle piante organiche, incentivi legati ai risultati, piena funzionalità del SovraCup regionale e un sistema digitale unico per prenotazioni di visite ed esami. I cittadini devono sapere tempi, luoghi e disponibilità reali.» Infine la governance: «Basta concorsi nelle singole Asp. Proponiamo graduatorie regionali e monitoraggio annuale delle piante organiche. E per direttori generali, sanitari e amministrativi chiediamo selezioni pubbliche e sorteggio tra gli idonei del Ministero della Salute. Meritocrazia, trasparenza ed equità territoriale devono guidare la nuova sanità siciliana.»

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