Tesoretto da 97 milioni in lire: Bankitalia nega cambio in euro. Un caso che sfida la prescrizione
Bankitalia nega il cambio, ma richieste e diffide potrebbero riaprire i termini: ora decide il Tribunale di Roma.
Un uomo di San Giovanni La Punta, ha trovato in un vecchio mobile un tesoretto inatteso: 97 milioni di lire. Una somma che, secondo la normativa, non sarebbe più convertibile in euro, poiché la prescrizione decennale è considerata scaduta. Nel 2015 l’uomo ha chiesto informazioni alla filiale della Banca d’Italia di Catania, ricevendo un diniego. Da lì è iniziata una lunga corrispondenza, culminata con una diffida e, oggi, con un ricorso al Tribunale di Roma tramite l’Associazione Italia. Il nodo centrale riguarda la decorrenza della prescrizione: l’art. 2935 c.c. stabilisce che il termine inizia quando il diritto può essere esercitato. Mario ha presentato la prima richiesta nel 2016, meno di un anno dopo la scoperta, interrompendo i termini. Le successive diffide avrebbero spostato la scadenza al 2026. Il quadro normativo è complesso: dall’anticipazione della prescrizione nel 2011, dichiarata illegittima dalla Consulta nel 2015, alla riapertura parziale del cambio nel 2016. Ora la parola passa al giudice, e il caso potrebbe aprire spiragli per migliaia di cittadini in situazioni analoghe.





