Autovelox: finisce l’era del vuoto normativo. Spenti oltre mille dispositivi
Titolo Italia, 34 anni senza regole: da oggi cambia tutto per i rilevatori di velocità
Oggi, 12 luglio, data che segna una svolta per la viabilità italiana: dopo 34 anni di vuoto normativo entra in vigore il nuovo decreto sulle omologazioni degli autovelox, chiudendo una delle anomalie più radicate del sistema. Dalla mezzanotte vengono disattivati 1.204 dispositivi non conformi, mentre 2.856 continueranno a elevare sanzioni. Il limite non è tecnico ma giuridico: gli apparecchi fuori elenco MIT rischierebbero l’annullamento dei verbali. Il paradosso nasce nel 1992, quando il Codice della strada impose l’omologazione senza definire un procedimento completo. Ne è derivato un sistema frammentato, ricorsi a raffica e pronunce della Cassazione che hanno escluso l’equiparazione tra approvazione e omologazione. Secondo Assoutenti, fino al 71% dei dispositivi risultava fuori norma. Il decreto Salvini del 9 giugno introduce procedure certe per omologazione, verifica e taratura, e istituisce l’anagrafe nazionale degli autovelox. Resta alta la preoccupazione sulla sicurezza: lo spegnimento di migliaia di telecamere potrebbe essere interpretato come un via libera a correre. Nessun condono automatico: ogni verbale va verificato nella banca dati MIT e nelle tarature. Gli autovelox non diventano più “equi”, ma finalmente più “leggibili”.





