Sciacca Turismo: “Norme regionali sproporzionate, rischio chiusure
Serve una proroga del decreto che impone defibrillatori e materassi ignifughi anche nelle piccole realtà per salvare l’ospitalità diffusa
L’Associazione Sciacca Turismo, alla luce delle numerose perplessità espresse dagli operatori e dei ricorsi già presentati contro il D.A. 2104/2025, condivide e sostiene la richiesta di una proroga alla Regione Siciliana rispetto alla scadenza del 30 giugno 2026 per l’obbligo di dotazione del defibrillatore (DAE) nelle strutture ricettive. Alle criticità già note si aggiunge l’estensione dei requisiti antincendio, che impone materassi ignifughi anche alle piccole realtà, e l’obbligo del DAE non solo per gli alberghi ma anche per B&B e case vacanza. Un adempimento che, oltre al costo d’acquisto e manutenzione, apre un nodo operativo: chi può utilizzarlo in assenza di personale formato? Per una struttura media, gli adeguamenti complessivi «superano i 4.000 euro», un peso difficile da sostenere, anche alla luce dell’obbligo di un anno fa di installazione di dispositivi di rilevazione di gas combustibili e di monossido di carbonio in tutte le unità immobiliari affittate per brevi periodi.
Come rilevato dalla Federazione Associazioni Ricettività Extralberghiera, tali misure risultano sproporzionate rispetto alla realtà del settore e rischiano di soffocare un comparto già in difficoltà, ignorando la specificità dell’ospitalità diffusa siciliana e penalizzando soprattutto le piccole strutture familiari, pilastro dell’accoglienza territoriale. Il contesto è già fragile: il 2026 ha registrato un avvio di stagione più lento rispetto al 2025.
Il timore maggiore è un incremento dell’irregolarità, con operatori spinti fuori dal mercato o costretti a lavorare nell’ombra, a discapito di chi ha sempre operato con serietà contribuendo all’economia locale. Per questo Sciacca Turismo ritiene indispensabile una dilazione dei termini, così da valutare possibile modifiche e garantire un adeguamento sostenibile e standard di sicurezza realmente applicabili. «Attendiamo di capire gli sviluppi delle prossime settimane, perché il settore oggi naviga a vista – afferma il presidente Ezio Bono –. Speriamo che il conflitto in corso possa trovare presto una soluzione: non solo per le ricadute sul turismo, ma perché viviamo una fase segnata da forte instabilità globale».





