Ospedale di Sciacca al collasso: occorre un intervento immediato del sindaco
Lettera di Brucculeri e Blò: organici ridotti, turni notturni critici e trasferimenti incongrui aggravano una situazione ormai insostenibile.
L’allarme sulla tenuta dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca, dopo l’associazione Orazio Capurro arriva dai consiglieri comunali del movimento ControSistema, che in una lettera al sindaco denunciano condizioni definite “al limite del collasso”. Famiglie, operatori sanitari e l’associazione Orazio Capurro ODV segnalano da settimane turni notturni coperti da appena quattro OSS tra Medicina, Ginecologia e Pronto Soccorso: un solo operatore gestisce oltre venti posti letto, con rischi per pazienti e personale. A questo quadro si aggiungono il mancato passaggio al tempo pieno per molti OSS, ancora vincolati a contratti da 24 o 30 ore, e i trasferimenti verso l’Ospedale di Comunità di Santa Margherita di Belìce, struttura con carico assistenziale minimo che sottrae risorse ai reparti più sotto pressione. I consiglieri richiamano il sindaco al suo ruolo di massima autorità sanitaria locale e chiedono un’azione immediata: farsi portavoce presso l’ASP e la Regione, ottenere l’aumento delle ore contrattuali e una riorganizzazione del personale, convocare un consiglio comunale aperto o un tavolo tecnico con ASP, sindacati e associazioni. La città, concludono, attende risposte concrete e tempestive.





