Oltre “Il giocatore” di Dostoevskij, 3 romanzi incredibili sul gioco
Pubblicato nel 1866, Il giocatore del romanziere russo Fëdor Dostoevskij è probabilmente il romanzo più rappresentativo mai realizzato sul tema del gioco
La tensione psicologica raccontata da Dostoevskij in quelle pagine ottocentesche ancora oggi riesce a descrivere la realtà in maniera sorprendentemente attuale, parlando di assoluti e universalità con una capacità davvero molto rara per i romanzi moderni. Fortunatamente la letteratura sul tema non si esaurisce di certo con quest’opera di Dostoevskij, ma arriva ai giorni nostri con tantissime altre opere che si sono dimostrate capaci di raccontare l’argomento da angolazioni nuove, alle volte più crude, alle volte più intriganti.
Se Il giocatore è riuscito a lasciare un segno nell’immaginario collettivo, fino a riaffiorare ancora oggi anche nel linguaggio delle piattaforme digitali e delle piattaforme per il gioco online, gli altri libri legati al gioco che cosa sono riusciti a fare? Vediamolo insieme all’interno di questo articolo.
Tra Francia e Russia, tante storie di carte
Quasi trent’anni prima di Dostoevskij, un altro gigante della letteratura russa aveva già esplorato il tema del gioco. Con il racconto La Donna di Picche Aleksandr Puškin parla di un ingegnere venuto a conoscenza di un presunto segreto legato a una partita di carte; da quel momento prende forma una storia fatta di tensione, attesa e incertezza.
Hermann affronta una partita decisiva convinto di trovarsi davanti a un momento capace di cambiare molte cose, in un gesto tanto audace quanto imprudente. La realtà, però, gli ricorda che non tutto si lascia governare e gli fa trovare, al posto dell’asso atteso, la donna di picche, in un rovesciamento improvviso delle aspettative che diventerà poi un elemento molto comune all’interno della tradizione russa, in un finale che ispirerà innumerevoli adattamenti teatrali e operistici.
D’altra pasta è invece La Mano Sbagliata di Jean-Michel Guenassia. Il romanzo segue le vicende di Baptiste Dupré, giocatore di poker alle prese con un percorso personale complesso e con un ambiente che mette continuamente alla prova il suo equilibrio. Intrecciando elementi reali e finzione narrativa all’interno di una Parigi contemporanea, l’autore riesce a costruire un romanzo capace di esplorare da vicino la psicologia del personaggio con una precisione simile a quella mostrata da Dostoevskij.
C’è sempre spazio per Las Vegas
Il romanzo moderno più famoso nel contesto del gioco è senza dubbio Paura e disgusto a Las Vegas, scritto da Hunter S. Thompson e diventato poi un film cult grazie alla regia di Terry Gilliam, con il titolo modificato in Paura e delirio a Las Vegas.
Per quanto il film abbia atmosfere allucinate e stralunate, il suo impatto sull’immaginario generale legato al gioco è stato evidente. Ancora oggi sono molteplici i richiami visivi che sembrano ispirarsi ad alcuni dei colori del film, tra cui figura anche questa popolarissima slot machine a tema dolci.
Il libro narra del giornalista Raoul Duke e del suo avvocato che stanno attraversando il deserto del Nevada con pochi soldi in tasca, in un viaggio allucinato in cui il casinò diventa uno specchio del sogno americano, mentre Las Vegas si trasforma in una metafora con cui lo scrittore osserva un’intera generazione di americani.





