MOVIMENTO 5 STELLE: “NOI SIAMO ANCHE PROPOSTA”

“Il M5S, a differenza della classe politica che sino ad oggi ha amministrato questa città con risultati evidenti, non intende lasciarsi andare a facili promesse e slogan elettorali. Questo deve essere chiaro alla cittadinanza cui si vuole far credere che il M5S (è questa la strategia utilizzata dai partiti di governo) rappresenti solo protesta e demagogia. Nulla di più falso.
 
Prima di parlare di proposte di rilancio per l’economia saccense, bisogna individuare le priorità d’intervento nell’ambito di una pianificazione rigorosa delle iniziative. Si … perché ciò che è mancato ai governi della città che si sono susseguiti in questi anni è stata proprio la visione manageriale dell’amministrazione comunale. Questi amministratori, abituati a gestire la cosa pubblica per inerzia, con gli strumenti di un passato che non esiste e non esisterà più, si sono trovati del tutto impreparati alla gestione dell’azienda-comune in un periodo di crisi. Ci vuole poco ad ottenere buoni risultanti quando i soldi ci sono.
 
I tagli dei finanziamenti ai comuni non hanno fatto altro che rendere manifesta la mancanza di competenze specifiche dei cosiddetti “professionisti della politica”, incapaci di trovare forme alternative di finanziamento, di identificare ed eliminare gli sprechi, di individuare le priorità e pianificare gli interventi, di riorganizzare e rendere più efficiente una macchina burocratica comunale che sta cedendo sotto il proprio peso.
 
Da questo punto di vista il M5S ha ben chiaro quali siano le possibili strategie e le sue proposte, ben dettagliate nel programma elettorale, saranno sempre più forti di qualsiasi promessa che i “professionisti della politica” rivolgeranno alla città, e il motivo è uno solo: il M5S non dovrà preoccuparsi di pestare i piedi a questo o quell’altro gruppo ristretto d’interessi, in quanto è l’interesse pubblico la sua priorità assoluta.
 
Questa premessa è indispensabile per sfatare il mito di un Movimento “di protesta e basta”….. tutto il contrario: le idee ci sono …. le competenze ci sono …. la gente c’è ….. ed ha ben chiaro cosa si può e si deve fare per la citta di Sciacca.
 
Ad esempio, se vogliamo parlare d’individuazione delle priorità d’intervento, come non porre l’attenzione sulla situazione attuale degli imprenditori di C.da Santa Maria che hanno deciso di spostare le loro aziende in quella che il Comune ha individuato come zona di sviluppo industriale. Il problema è che quella zona, che dovrebbe fungere da catalizzatore anche per imprenditori dell’hinterland, si trova sprovvista di un servizio elementare: la rete fognaria. Il risultato è che chi può si arrangia con pozzetti neri sparsi qua e là in un’area dove sono presenti anche colture, mentre gli imprenditori ittico-conservieri, nel rispetto delle ristrettisime norme sullo smaltimento dei rifiuti, sono costretti a proprie spese a provvedere allo smaltimento dei residui. Questi, tramite autocisterne, vengono regolarmente conferiti in un pozzetto assegnato dal comune, raggiungibile attraverso una strada sterrata che ogni anno gli stessi imprenditori, ancora una volta a proprie spese, sono costretti a sistemare.
 
In definitiva chi ha impiantato le aziende nella zona industriale, piuttosto che riceverne dei vantaggi, si trova costretto a sostenere maggiori costi di chi invece continua a mantenere le proprie industrie in città operando grazie a proroghe annunciate quali successi politici.
 
La beffa di questa storia è che quegli stessi imprenditori di C.da Santa Maria hanno versato nelle casse comunali gli oneri primari e secondari per essere oggi abbandonati a questo stato di cose …. e la scusa non può essere di certo che la strada di collegamento sia di competenza provinciale.
 
Come si può pensare di attrarre altri imprenditori in queste condizioni? Come si può parlare di rilancio dell’economia quando siamo sordi alle esigenze di una realtà economica fondamentale come quella ittico-conserviera?
 
Sono proprio queste le priorità cui facevamo riferimento. Il fatto che attualmente le casse comunali siano vuote non può essere una scusa per girarsi dall’altra parte come se il problema non esistesse. In una gestione pianificata il comune dovrebbe attivare tutte le risorse disponibili per individuare eventuali forme di finanziamento, se non nell’immediato, nel medio periodo, e porre rimedio ad un’inaccettabile deficienza”.
 

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