Montevago, “Sospesi” riporta in vita la memoria del ’68: il teatro dà voce alle 103 vittime del sisma

sospesi

Ai Ruderi della Chiesa Madre uno spettacolo che richiama la comunità a non dimenticare il dolore che l’ha segnata

A Montevago la memoria del terremoto del 1968 non è mai scomparsa, ma rischia di affievolirsi con il passare delle generazioni. Ieri sera, ai Ruderi dell’antica Chiesa Madre, lo spettacolo “Sospesi” ha provato a riaccenderla, trasformando il teatro in un luogo di ascolto e di restituzione. La produzione dell’Associazione Culturale Sipario 4, diretta da Salvatore Monte, ha riportato al centro della scena le 103 vittime del sisma, quelle vite spezzate che non ci sono più fisicamente ma che, come suggerisce il titolo, restano sospese: presenze che continuano ad abitare la comunità, forse ancora tra noi. A pochi metri dal luogo della rappresentazione diretta da Salvatore Monte si trova il giardino dei 103 alberi, piantati per ricordare una per una le persone che Montevago ha perduto. Un simbolo silenzioso che lo spettacolo ha idealmente intrecciato al racconto, trasformando parole, musica e danza in un ponte tra passato e presente. In scena Luigi Ciaccio, Carmela Diliberto, Antonio Friscia e Marco Di Giovanna, accompagnati dai ballerini Stefania Di Giovanna, Emanuele Verde e Roberta Caputo. Le canzoni di Gabriele Carbone hanno scandito i momenti più intensi. Sospesi ha ribadito che a memoria non può vivere soltanto nelle ricorrenze. Va custodita, raccontata, tramandata. Lo spettacolo è stato concesso al Comune di Montevago dal Libero Consorzio comunale di Agrigento.

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