Missione Ue in Sicilia: non deve essere una passerella ma un test vero per la pesca locale

costas kadis porto

La visita del commissario Kadis, promossa dall’eurodeputato Marco Falcone, sarà l’occasione per mostrare all’Ue che la pesca siciliana ha caratteristiche uniche, lontane dai modelli del Nord Europa.

La missione siciliana del commissario europeo Kostas Kadis, attesa oggi e domani a Sciacca, e poi a Mazara del Vallo e Palermo, non deve ridursi a una passerella istituzionale. Per la prima volta un membro della Commissione europea in carica incontra direttamente le marinerie dell’isola, chiamato a misurarsi con un comparto che vive condizioni strutturali diverse da quelle dei Paesi del Nord Europa. Il percorso nasce dal lavoro dell’eurodeputato Marco Falcone, che a Bruxelles ha già consegnato a Kadis un quadro dettagliato delle criticità del settore. In Sicilia, quel documento diventerà agenda operativa: le marinerie presenteranno richieste precise e non rinviabili.

Tra le priorità che saranno ribadite: Quote gamberi — revisione delle quote e dialogo con Tunisia e Libia; Fondi FEAMPA — ripristino delle risorse e sostegni diretti alle imprese; Gestione GSA — maggiore ruolo italiano e deroghe sulle maglie; Pesca a strascico — stop al divieto totale dal 2030 e revisione delle sanzioni; Zone di restrizione — ricerca con i pescatori e moratoria sul Regolamento 2019/982; Fermo pesca — periodi differenziati e compensazioni adeguate; Reclutamento equipaggi — procedure europee più snelle; Misure per l’insularità — fondi dedicati e sostegno alle flotte più vetuste.

Costas Kadis sarà oggi alle 16 nell’aula consiliare “Falcone-Borsellino” del Palazzo di Città, per un’assemblea pubblica con le autorità locali, i pescatori di Sciacca e più di una ventina di associazioni ed enti del comparto. Domani, venerdì alle ore 11, il commissario europeo visiterà il porto di Sciacca per approfondire le prospettive dell’infrastruttura nel contesto della pesca e dei traffici nel Canale di Sicilia. La due giorni sarà decisiva per riportare al centro dell’agenda europea le esigenze delle marinerie di Mazara, Sciacca, Porto Empedocle, Trapani e Marsala, in un contesto segnato da concorrenza extra UE e riduzione delle aree di pesca nel Canale di Sicilia.

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