Le morti al depuratore: Procura al lavoro. Forse cause diverse per i due decessi
Anselmo è crollato nell’impianto, Bulgarella muore durante la rianimazione. Autopsie decisive.
Trapanese in lutto dopo la tragedia al depuratore comunale di San Vito Lo Capo, dove hanno perso la vita Davide Anselmo, 45 anni, operaio, e Francesco Bulgarella, 58 anni, storico operatore del 118. Due famiglie distrutte, una comunità sotto choc e un’inchiesta che ora dovrà chiarire ogni passaggio. Secondo le prime verifiche, Anselmo si sarebbe accasciato mentre lavorava all’interno dell’impianto. Il collega ha lanciato l’allarme e i Vigili del Fuoco lo hanno recuperato, portandolo all’esterno per consentire ai sanitari di intervenire. È in questa fase che si consuma la seconda tragedia: Bulgarella, impegnato nelle manovre di rianimazione sotto un caldo estremo, si sente male e crolla a sua volta. Qui un punto chiave emerso dopo le prima frammentarie notizie: Bulgarella non sarebbe mai entrato nell’impianto. Sarebbe dunque ridimensionata l’ipotesi iniziale di un doppio decesso causato dalle esalazioni. Per l’operaio resta da chiarire la possibile presenza di gas o sostanze nell’impianto, mentre per il soccorritore si valuta anche il malore improvviso legato a sforzo e temperature elevate. La Procura di Trapani ha aperto un fascicolo per ricostruire la dinamica, verificare le procedure adottate e accertare eventuali responsabilità. Saranno le autopsie a stabilire le cause della morte e a separare con precisione due vicende che, pur avvenute nello stesso luogo, potrebbero avere origini diverse.





