Futuro Nazionale cresce in provincia, ma esplodono i dissidi: tanti comitati, tante ambizioni

vannacci tra il pubblico

Quattordici comitati riconosciuti e altri in arrivo: l’espansione è rapida, ma la competizione interna rallenta le nomine e alimenta tensioni tra tesserati in vista dei ruoli chiave.

La crescita di Futuro Nazionale nella provincia di Agrigento è ormai evidente: 14 comitati ufficiali, altri in formazione, una mobilitazione capillare che ha coinvolto quasi tutti i principali centri del territorio. Un’espansione che testimonia l’attrazione esercitata dal progetto politico del generale Roberto Vannacci, ma che porta con sé anche un effetto collaterale sempre più visibile: l’aumento delle ambizioni personali e dei dissidi interni. La mappa dei comitati, come si legge oggi su La Sicilia, da Menfi a Sciacca, da Montallegro ad Aragona, fino ai due gruppi di Agrigento, Favara, Sciacca e Licata, presenta un movimento che cresce senza limiti numerici. In ogni comune possono nascere più comitati, purché riconosciuti secondo le procedure nazionali. Una libertà che ha favorito la partecipazione, ma anche la competizione: in diversi centri, la presenza di due gruppi è già letta come il segnale di correnti e leadership in conflitto. A complicare il quadro è l’assenza di una struttura definita. In Sicilia non è stato ancora nominato il coordinatore regionale, passaggio indispensabile per procedere alle nomine provinciali. Una scelta attesa entro fine settembre, ma che, secondo vari referenti, e non solo, sarebbe frenata proprio dalle troppe candidature e dalla volontà del generale Vannacci di “vederci chiaro” prima di assegnare ruoli che potrebbero alimentare ulteriori fratture. In provincia di Agrigento, il profilo dei referenti conferma la presenza di figure politicamente strutturate, provenienti dal centrodestra. Tra queste spicca Roberto Gallo, già consigliere provinciale e assessore comunale, oggi alla guida di uno dei comitati agrigentini. Accanto a lui, due delegati nazionali, Anna Maria Tortorici e Davide Bonsignore, conferiscono al territorio un peso politico superiore rispetto ad altre realtà siciliane. Ma anche questa concentrazione di figure esperte alimenta la competizione interna: chi punta a ruoli provinciali, chi a incarichi regionali, chi a una futura candidatura. Il “ciclone Vannacci” ha portato entusiasmo, ma anche aspettative. E non è passato inosservato il malumore di alcuni tesserati per la mancata presenza del leader durante il recente tour siciliano: un’assenza che molti hanno interpretato come segnale di prudenza in una fase in cui il movimento cresce, ma rischia di dividersi prima ancora di strutturarsi.

Ecco i comitati censiti ed i referenti: Menfi – Referente: Baldassare Raineri; Sciacca – Vincenzo Leone e Paolo La Bella; Montallegro – Anna Maria Tortorici; Aragona – Alfonso Basile; Agrigento – Roberto Gallo e Manuel Gianco Samaritano; Favara – Dino Graccione e Valerio Vinciguerra; Canicattì – Calogero Lo Giudice; Campobello di Licata – Salvatore Valenti; Palma di Montechiaro – Giuseppe Todaro; Licata – Fabrizio Antona e Davide Bonsignore.

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