La scala a “Zig Zag” può attendere. Maglienti: “Quando la messa in sicurezza?”
Dopo otto mesi di sollecitazioni, l’Amministrazione arriva in Commissione con 83 mila euro per la progettazione. E per la messa in sicurezza e il ripristino quando intendiamo intervenire?
SCIACCA- E’ questo l’interrogativo posto dal consigliere comunale Lorenzo Maglienti riguardo la scala a “Zig Zag”, ricordando che sono trascorsi oltre otto mesi dalla frana del 14 gennaio scorso che ha interessato Vicolo Grande II Caricatore, provocando lo sgombero di alcune abitazioni, l’interdizione dell’area e la chiusura della Scala Zig-Zag, uno dei collegamenti pedonali più caratteristici tra la Marina e il centro storico di Sciacca.
“Da allora sono state numerose le sollecitazioni istituzionali per richiamare l’attenzione dell’Amministrazione sulla gravità della situazione”, chiosa Maglienti. “È difficile non chiedersi: dopo otto mesi, è davvero questo il massimo risultato che l’Amministrazione è riuscita a produrre su un problema che riguarda la pubblica incolumità?” Incalza Maglietni: “La domanda è semplice: se non è una situazione di questa gravità a rappresentare una priorità per l’Amministrazione, quali sono allora le sue priorità? Gli 83.000 euro per la progettazione possono rappresentare un primo passo, ma non possono essere presentati come la soluzione al problema. La progettazione serve a preparare l’intervento: non è l’intervento.
Dopo otto mesi sarebbe stato legittimo aspettarsi di arrivare in Commissione con un quadro tecnico ed economico definito e con una proposta concreta per la messa in sicurezza e il ripristino del versante, non semplicemente con lo stanziamento delle somme necessarie a capire quanto costerà farlo”.
La proposta è quella di appostare nel bilancio comunale una somma adeguata alla realizzazione dell’intervento, con una specifica destinazione vincolata alla soluzione del dissesto, affinché tali risorse rimangano disponibili e non possano essere utilizzate per altre opere o altre finalità.
“Una scelta di programmazione seria porta a individuare una priorità, garantire una copertura finanziaria e, nel frattempo, continuare a cercare finanziamenti esterni. Quello che non possiamo continuare a fare è lasciare una situazione di questa gravità nella sola fase degli annunci, delle verifiche e della progettazione”, aggiunge Maglienti.





