La città dei cantieri eterni: il triste destino delle opere che non partono

ponte cansalamone con cartello lavori 2026

Ponte Cansalamone: cartellone con date e scadenze, ma nessun mezzo in cantiere. E la città torna a interrogarsi sui ritardi cronici delle opere pubbliche

Il cartellone c’è: indica l’avvio dei lavori, la consegna fatta a dicembre 2025 e la fine del cantiere fissata a giugno 2027. Ma sotto il viadotto Cansalamone, chiuso dal 2016, non si vede ancora un operaio. Siamo ad aprile 2026 e l’area è immobile, identica a com’era negli ultimi dieci anni. Una scena che riaccende interrogativi e frustrazioni in una città che, quando si parla di opere pubbliche, sembra condannata a un copione che si ripete. Il viadotto, costruito negli anni ’70 e più volte oggetto di interventi di manutenzione, venne chiuso per criticità strutturali nel 2016. Da allora, un lungo percorso fatto di perizie, rimpalli tecnici, aggiornamenti progettuali e attese di finanziamenti ha accompagnato la vita quotidiana dei residenti, costretti a deviazioni e disagi. Il finanziamento è arrivato, l’appalto è stato assegnato, ma il cantiere non è ancora partito.

E non è un caso isolato. Sciacca conosce bene la lentezza delle opere pubbliche: il teatro Samonà, la casa albergo per anziani, le piscine comunali, il campo Giuffrè, fino ai lavori del porto, più volte avviati e poi bloccati. Annunci, progetti, conferenze stampa, finanziamenti: il ciclo è sempre lo stesso. Ciò che manca, spesso, è la fase più importante, quella dell’esecuzione. I cittadini si chiedono cosa non funzioni. È un problema di capacità amministrativa? Di dialogo insufficiente con Regione e Stato? O, al contrario, è la città a essere sistematicamente penalizzata da livelli istituzionali superiori? Le risposte non sono mai univoche, ma il risultato è sempre identico: ritardi, disservizi, sfiducia. Il caso del Cansalamone è emblematico. Dopo anni di attesa, il progetto è stato finalmente finanziato e appaltato. Sulla carta, tutto è pronto. Nella realtà, il ponte resta chiuso, con un impatto evidente sulla viabilità e sulla percezione di immobilismo che attraversa la comunità. La speranza è che il cantiere si apra davvero nelle prossime settimane, trasformando un cartellone in un’opera concreta. Perché Sciacca, città ricca di patrimonio e potenzialità, non può permettersi altri anni di attesa. E perché ogni giorno che passa senza lavori è un giorno in più in cui il viadotto Cansalamone resta il simbolo di una promessa ancora sospesa.