Incendi, tregua nell’Agrigentino ma la devastazione resta

incendi quisquina 2026

Rientrati gli evacuati a Santo Stefano Quisquina. A Bivona distrutti 750 ettari. Sindaci pronti a chiedere lo stato di calamità.

La morsa del fuoco concede finalmente una tregua nel cuore dell’Agrigentino. A Santo Stefano Quisquina le oltre cento persone evacuate ieri a scopo precauzionale sono rientrate nelle loro abitazioni, mentre cinque fronti – San Calogero, Serra Quisquina, Stagnataro, Gargiuffe e Pioppo – restano sotto costante monitoraggio. Il settore agricolo e zootecnico è in ginocchio: «Molte aziende sono state gravemente danneggiate», afferma il sindaco Francesco Cacciatore, impossibilitato a fornire una stima precisa degli ettari bruciati. Scenario drammatico anche a Bivona, dove dopo tre giorni di roghi ininterrotti le fiamme sono state domate solo oggi. Il bilancio del sindaco Milko Cinà è pesantissimo: 750 ettari distrutti tra boschi e coltivazioni. L’amministrazione delibererà in giornata la richiesta di stato di calamità, misura che sarà adottata anche da Santo Stefano Quisquina. Nonostante la devastazione, i due sindaci invitano a guardare avanti: «Le nostre montagne sono ferite ma non sconfitte. Le rialzeremo», dichiarano, ringraziando vigili del fuoco, Protezione civile, forze dell’ordine, operatori dell’antincendio boschivo e volontari impegnati in condizioni estreme. Due operatori della Protezione civile di Siculiana sono rimasti lievemente intossicati durante le operazioni: uno è stato trasferito all’ospedale di Corleone.

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