“Il Carnevale appartiene al centro storico”: ControSistema sfida il modello attuale e propone i carri fissi

carro peppe nappa 2023

Un documento politico rilancia il dibattito sul futuro del Carnevale e chiede il ritorno della festa nel cuore storico della città.

Il Movimento ControSistema riaccende il confronto sul Carnevale di Sciacca con un documento politico che denuncia quella che considera una “deriva privatistica” della manifestazione e chiede di riportarla nel centro storico, suo luogo naturale. I consiglieri Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò parlano di una città “nave senza nocchiere” e di una festa trasformata in “oggetto di occupazione e rendita”.
Secondo il documento, lo spostamento in periferia avrebbe svuotato il Carnevale della sua funzione comunitaria, generando costi per i residenti e penalizzando i commercianti del centro. La sicurezza, spesso usata come pretesto, non sarebbe un ostacolo reale: i modelli di Valencia, Cadice, Venezia e Acireale dimostrerebbero che grandi eventi possono vivere nei centri storici con adeguata pianificazione.
La proposta cardine di Brucculeri e Blò è l’introduzione dei carri fissi nelle piazze principali, ispirata alle Fallas valenciane: installazioni visitabili per più giorni, illuminate e integrate con le esibizioni dei gruppi mascherati, “la firma identitaria irripetibile” del Carnevale saccense . Piazza Scandaliato diventerebbe il teatro centrale, con palco, proiezioni dei carri e competizione ufficiale.
Il documento chiede inoltre un tavolo permanente, un piano di sicurezza integrato e distretti economici che privilegino gli operatori locali. L’obiettivo è restituire la festa ai cittadini: “Il Carnevale è il simbolo più visibile di questa deriva – concludono – ma anche il terreno su cui la comunità può ritrovare la propria voce” .

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