Giovani siciliani senza fiducia nel futuro: il 73% pensa che “nulla cambierà mai”
Il report di Ora! fotografa una generazione disillusa: emigrazione, carriera bloccata e merito negato tra le cause principali della fuga
Il quadro che emerge dal nuovo report di Ora!, il movimento fondato da Michele Boldrin e Alberto Forchielli, è quello di una generazione che guarda alla Sicilia con crescente sfiducia. Il 73% dei giovani pensa “spesso” o “sempre” che le cose non cambieranno, mentre l’81% non si aspetta miglioramenti nei prossimi dieci anni. L’indagine, che ha coinvolto 1.150 giovani tra i 18 e i 40 anni, sarà presentata sabato 27 al Palazzo della Cultura di Catania. Il tema dell’emigrazione resta centrale: non è la mancanza di lavoro in sé a spingere via, ma l’assenza di prospettive di carriera (53%), il merito non riconosciuto (37%) e il clientelismo (33%). Un segnale che racconta un sistema percepito come immobile e impermeabile al talento. Il livello di istruzione incide profondamente sulle aspettative: più si studia, meno si crede di poter restare. Tra chi ha solo la licenza media, il 33% immagina un futuro nell’Isola; tra chi ha un master o un dottorato, cresce invece la quota di chi vorrebbe restare ma non crede di potercela fare, mentre aumenta chi preferisce partire. Eppure, uno spiraglio esiste: il 55% dei giovani più ottimisti continua a credere in un possibile miglioramento. «Il problema non è l’amore per la Sicilia – spiega Carmelo Abate, del direttivo nazionale – ma l’assenza di motivi concreti per credere nel cambiamento». Da qui le cinque proposte elaborate da Ora! per ridurre il divario tra domanda e offerta di lavoro qualificato.





