Gasolio alle stelle, imprese in crisi: autotrasportatori e pesca siciliana pronti alla protesta
Con il prezzo del carburante a 2,334 €/l, la Regione convoca tavoli d’urgenza mentre gli armatori minacciano lo stop totale delle attività.
Il nuovo balzo del prezzo del gasolio – 2,334 euro al litro secondo il Mimit – sta mettendo in seria difficoltà imprese, famiglie e interi comparti produttivi siciliani. La Regione prova a correre ai ripari: l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Aricò, ha convocato con urgenza gli autotrasportatori per valutare misure immediate, ma il clima resta teso. A lanciare l’allarme più forte è la pesca professionale, che parla apertamente di emergenza. La Federazione Armatori Siciliani ha annunciato una linea di rottura: sciopero bianco, pescherecci fermi agli ormeggi, possibile blocco dello Stretto di Messina e, come gesto estremo, il cambio di bandiera delle imbarcazioni. Una scelta che avrebbe ricadute pesanti sull’intero sistema produttivo regionale. «Non vogliamo l’ennesimo contentino – affermano gli armatori –. Se un’impresa non riesce più a mettere gasolio nel peschereccio, tutto il resto diventa secondario. Prima di tutto bisogna consentire agli operatori di continuare a lavorare». La richiesta alla Regione è chiara: rimodulare in via straordinaria fondi europei e risorse regionali, dirottando la quota massima possibile verso interventi immediati per la continuità aziendale e il caro energia. Un appello che arriva mentre la tensione cresce e i tempi stringono: senza misure concrete, la Sicilia rischia di vedere fermarsi due comparti strategici per economia, lavoro e filiera agroalimentare.





