Energia a costo zero ma bollette alte: il paradosso siciliano e le proposte di Confindustria
L’isola produce più energia di quanta ne consumi, ma famiglie e imprese pagano prezzi nazionali. Confindustria Sicilia indica sette misure per correggere marginal pricing, Ets e insularità.
La Sicilia oggi genera circa 3 GW di fotovoltaico e 2,8 GW di eolico, arrivando in molte ore dell’anno a produrre più energia di quanta ne consumi. Eppure famiglie e imprese continuano a pagare l’elettricità agli stessi prezzi medi nazionali. In quelle ore il prezzo zonale scende a zero o diventa negativo — come accaduto il 14 e 27 aprile e il 5 maggio 2024 — mentre la bolletta resta ancorata a 130 €/MWh. Una contraddizione che, secondo Confindustria Sicilia, pesa sul sistema produttivo dell’isola. Il nodo nasce dal marginal pricing: il prezzo è fissato dall’impianto più costoso chiamato a produrre, quasi sempre una centrale a gas che paga le quote Ets. Il costo della CO₂ si trasferisce a tutti i produttori, incluse le rinnovabili. Tra il 2021 e il 2024 questo meccanismo ha generato 8,5 miliardi di extra-costi per famiglie e imprese italiane. Nel 2025 l’elettricità è costata 115 €/MWh in Italia, contro 61 in Francia e 40 nell’area scandinava. Il prezzo zonale sarebbe una risposta, ma solo parziale: di giorno i siciliani pagherebbero meno, di sera — con fotovoltaico spento, centrali a gas meno efficienti e interconnessioni deboli — pagherebbero di più. Per Confindustria la soluzione strutturale è disaccoppiare il prezzo dell’elettricità dal gas, attivando strumenti già disponibili: PPA pluriennali a prezzo fisso e l’Energy Release, che consente alle imprese energivore di acquistare rinnovabili a circa 65 €/MWh. A pesare è anche l’Ets marittimo, in vigore dal 2024, che ha raddoppiato i costi del trasporto via mare: un controsenso per un’isola che dipende dal mare per oltre il 90% dei flussi merci.
Confindustria Sicilia propone sette misure:
- Stabilizzare le quote Ets con un corridoio minimo-massimo.
- Escludere gli operatori finanziari dalle aste.
- Congelare i benchmark 2025 in attesa della revisione Ue.
- Mantenere le quote gratuite fino al pieno avvio del meccanismo di aggiustamento alle frontiere.
- Correggere le asimmetrie tra Italia, Germania e Francia.
- Attivare PPA standardizzati ed estendere l’Energy Release prima del prezzo zonale.
- Esentare le isole dall’Ets marittimo e reinvestire i proventi nel Mezzogiorno industriale.
«Il tema dell’energia in Sicilia è troppo complesso per essere affrontato a pezzi», afferma il presidente Diego Bivona. «Prezzo zonale, Ets, insularità e marginal pricing sono facce dello stesso problema. Servono soluzioni concrete da portare ai tavoli istituzionali».





