Elezioni a Ribera, si parli di contenuti. Il rinvio a giudizio di Cuffaro e altri esclude Carmelo Pace
Tra un mese i riberesi andranno alle urne (il 24 e 25 maggio) per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del Consiglio comunale. I candidati a sindaco illustrino i contenuti del programma e lascino la pratica del lancio del fango
RIBERA- Il 24 e 25 maggio i riberesi si recheranno alle urne per votare i candidati al Consiglio comunale e per l’elezione del nuovo sindaco. Il dado è tratto e a concorrere ci sono 4 candidati sindaci, 10 liste, 160 candidati consiglieri, 20 aspiranti assessori. Sono quattro i candidati sindaci già a pieno ritmo alla ricerca del consenso. Carmelo Pace, Eunice Palminteri, Maria Rosaria Provenzano e Riccardo Romano, sono i quattro candidati a sindaco.
Il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro, coinvolto nell’indagine dello scandalo della sanità, chiude una vicenda che esclude dal processo e dalle ipotesi di imputazione di reato, Carmelo Pace, candidato sindaco, deputato e capogruppo all’Ars della DC. La Procura di Palermo ha chiesto, infatti, il rinvio a giudizio per l’ex presidente della Regione siciliana Totò Cuffaro. Sono nove gli imputati che andranno a processo per l’ipotesi di corruzione. Oltre a Totò Cuffaro, sono coinvolti, l’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello Roberto Colletti (anche, come Cuffaro, ai domiciliari); il primario del Trauma Center Antonio Iacono e lo storico autista e collaboratore di Cuffaro, Vito Raso. Al centro delle contestazioni il presunto aggiustamento di un concorso per la stabilizzazione di operatori sociosanitari. Un secondo filone dell’inchiesta riguarda gli appalti per i servizi di lavanderia e ausiliariato dell’Asp di Siracusa. Qui compaiono alcuni ex dipendenti e collaboratori della Dussmann Service srl: Mauro Marchese, Marco Dammone e Ferdinando Aiello, ai quali si è aggiunto Roberto Spotti, indicato come legale rappresentante della stessa società. Sotto accusa anche Sergio Mazzola, originario di Belmonte Mezzagno, titolare della Euroservice srl. Le contestazioni iniziali, formulate a novembre, erano più ampie, ma i ricorsi al tribunale del Riesame e le decisioni conseguenti hanno portato i pm Andrea Zoppi e Gianluca De Leo a circoscrivere le ipotesi accusatorie su elementi ritenuti più solidi e in parte condivisi anche dal riesame. Archiviazione, dunque per Carmelo Pace, mentre si avvia all’archiviazione, anche la posizione di Saverio Romano, deputato nazionale di Noi Moderati. L’ufficio inquirente aveva chiesto l’utilizzo delle intercettazioni a suo carico, ma la Camera ha negato l’autorizzazione. Resta però aperto il filone che vede imputato Mazzola, in concorso con Romano, «per il quale si procede separatamente». Per l’accusa, la Dussmann sarebbe stata favorita dall’Asp su input del parlamentare, ottenendo un incremento del valore delle prestazioni e del volume dei lavori, e si sarebbe poi rivolta alla Euroservice.
Questo il quadro che riguarda gli effetti dell’indagine relativa allo scandalo della sanità. Tasto che non suona uno spartito nuovo in relazione al fatto che la sanità siciliana è stata sempre sotto l’egida della politica sotto qualsiasi colore politica abbia governato la nostra Isola.
Ritornando alla campagna elettorale di Ribera, ormai lanciata lungo il rettifilo dell’ultimo mese, è auspicabile che i candidati sindaci mettano la P maiuscola alla politica, riempendo di contenuti programmatici e lasciando la pratica del lancio del fango. Pratica che allontana sempre più la gente dalla politica. Abbiamo il buon senso, i candidati, di prospettare agli elettori i contenuti del loro impegno se eletti. Contenuti che siano reali e che rigettino la tentazione di scrivere il libro dei sogni, libro che rimase sempre negli scaffali a impolverarsi. Dimostrino, nei loro interventi pubblici, la Ribera che sia possibile migliorare, rilanciare, sviluppare, liberandosi da giochi di parole somiglianti di più a giochi pindarici. Parlino di contenuti reali indicando le vie da percorrere e non si limitino a enunciazioni tipiche del mondo utopico. Dipingano il quadro politico riberese con pennellate di vera politica, di vera programmazione, evitando di parlare a nuora affinché perché suocera intenda attraverso i social che diventano la piazza dell’odio, delle incitazioni all’odio, l’occasione per parlare del nulla, l’occasione di sfilata dei leoni da tastiera. Carmelo Pace, Eunice Palminteri, Maria Rosaria Provenzano e Riccardo Romano spieghino ai riberesi la reale e concreta rotta che vogliono navigare e lasciando la tentazione di deviare l’attenzione degli elettori dalle reali necessità della cittadina. Alzino il livello dell’offerta programmatica, parlando di Politica con la prima consonante maiuscola. E’ così che si vuole il vero bene di Ribera.





