Crescono i tentativi di truffa telefonica: cittadino racconta un nuovo “copione” sempre più credibile

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“Sono il maresciallo dei Carabinieri”: una testimonianza svela le nuove truffe al telefono

Negli ultimi mesi si moltiplicano i casi di truffe telefoniche ai danni di anziani e famiglie, con modalità sempre più sofisticate e convincenti. I truffatori si fingono carabinieri, avvocati, funzionari pubblici: usano nomi credibili, simulano emergenze, citano incidenti o indagini inesistenti. L’obiettivo è sempre lo stesso: ottenere denaro o gioielli facendo leva sulla paura e sulla confusione delle vittime. Nel territorio saccense, come in molte altre zone della Sicilia, i malintenzionati stanno adottando “copioni” nuovi, studiati per sembrare realistici e per mettere sotto pressione chi risponde al telefono. A confermarlo è la testimonianza diretta di un cittadino che, in pochi giorni, ha ricevuto due tentativi di truffa, entrambi sventati grazie alla prontezza e al sangue freddo.

Di seguito il racconto integrale, utile per riconoscere e smascherare queste tecniche ingannevoli.

«Tempo fa squilla il telefono a casa mia: “Sono il maresciallo dei carabinieri X (nome non udibile nitidamente). Lei si chiama? È sola in casa? Ha figli?”. Rispondo di sì, pensando fosse davvero un carabiniere. “Sa, suo figlio Y ha avuto un incidente. Non si è fatto niente di grave, ma ha investito una ragazza in gravidanza…”. A quel punto sospetto la truffa. Tronco la conversazione dicendo: “Ora chiamo mio figlio”. Fortunatamente niente era vero. Tentativo sventato. L’altro ieri, un’altra telefonata. A quanto pare sono nel mirino. “Sono il maresciallo dei carabinieri di Sciacca”, stavolta con nome e cognome perfettamente udibili. Cambia il copione: “È stata fatta una rapina in gioielleria a Sciacca. Abbiamo preso i malviventi: avevano un suo documento clonato e la patente con cui hanno noleggiato l’auto. Lei è incensurato, ma deve venire in caserma alle 18 per chiarire”. Rispondo: “Posso venire anche subito”. Lui replica: “Meglio se chiama il Generale tal dei tali”. Anche stavolta capisco: mi avrebbero chiesto soldi o gioielli per ‘svincolarmi’. Tronco dicendo che avrei chiamato la caserma di Sciacca. Il truffatore prova a bloccarmi, contrariato. Chiamo davvero i carabinieri: mi smentiscono tutto. Su internet scopro che anche questo copione è usato spesso. State attenti, gente. State attenti…»

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