Belice: dopo 58 anni il Governo torna sul dossier ricostruzione
Ministro Musumeci annuncia che nel nuovo Fondo nazionale ci sono oltre 4 miliardi per le emergenze: tra gli interventi anche il completamento delle opere del sisma ’68
Dopo decenni di silenzi e attese, il Belice torna ufficialmente nell’agenda del Governo. Il ministro della Protezione civile Nello Musumeci ha annunciato che nel nuovo Fondo per le ricostruzioni post calamità – oltre 4 miliardi di euro nel triennio 2027‑2029 – rientra anche il completamento degli interventi rimasti in sospeso dal terremoto del 1968, una ferita ancora aperta per molti comuni della valle. Il Fondo, approvato in via definitiva, prevede 1,5 miliardi per il primo anno e 1,3 miliardi per ciascuno dei due successivi. La ricognizione delle necessità è stata condotta dal dipartimento Casa Italia insieme alle gestioni commissariali dei territori colpiti. L’intervento non riguarda solo il Belice: il Governo ha inserito nel piano anche le ricostruzioni de L’Aquila 2009, Emilia‑Romagna 2012, Centro Italia 2016, Ischia 2017, Molise e Area Etnea 2018, Ancona 2022, Umbertide 2023, oltre alle alluvioni del 2023 in Emilia‑Romagna, Toscana e Marche e ai danni del ciclone Harry in Sicilia, Sardegna e Calabria. Musumeci ha sottolineato che il provvedimento rifinanzia gli strumenti previsti dal nuovo Codice della Ricostruzione, pensato per garantire una programmazione più stabile e coordinata tra i diversi livelli istituzionali. Nessun dettaglio, però, sugli importi destinati nello specifico al Belice: ora tocca ai sindaci dei comuni ancora incompleti chiedere chiarimenti e verificare quanto di questo annuncio potrà tradursi in interventi reali. Dopo 58 anni, il territorio attende risposte concrete. Gli amministratori locali devono attivarsi per capire meglio quanti sono i soldi destinati al Belice, che non può essere un’altra occasione mancata.





