Al di là delle terme, intesa per cambiare la destinazione d’uso dell’ex convento San Francesco?
Mentre l’iter per il secondo bando europeo prosegue in una corsa a ostacoli per via del ricorso al Tar per l’annullamento del provvedimento cardine della manifestazione di interesse già espressa dalla Terme Saturnia, vi è una voce consistente che troverebbe consenso della Soprintendenza ai beni Culturali e Ambientali di cambiare destinazione d’uso all’ex convento San Francesco
SCIACCA- “Amministrare una città significa, prima di tutto, avere una visione”. Questo è il concetto base dell’unico politico che parla il linguaggio della chiarezza, Simone Di Paola, mentre il resto della politica è silente. Forse per mancanza di una idea, forse per assecondare qualcosa che sta attraversando dall’alto la nostra città, l’interesse del nostro territorio, la visione futura della nostra città. Sulle Terme si è tracciato un solco che ha escluso la città da ogni partecipazione, neanche minimale per comprendere quale sia effettivamente lo sviluppo che avranno in seguito ai bandi. Tutto è blindato alla Regione, fermamente nelle mani del presidente della Regione che procede sorvolando ad alta quota la città di Sciacca, i suoi cittadini. Un cerchio ristrettissimo dove anche qualche dirigente della periferia agrigentina tiene salde le mani sulle redini dello sviluppo economico e turistico della città.
Vi è una questione che deve essere subito incanalata nel dibattito urgente in Consiglio comunale per fare chiarezza, nel rispetto della storia dell’ex convento San Francesco. Voci insistenti vorrebbero il cambio d’uso di tale complesso monumentale per adibirlo a struttura ricettiva. In poche parole, ci sarebbe un progetto per trasformare le ex celle dei frati in camere d’albergo. Si ricaverebbero 20/30 camere da aggiungere al numero del Grand Hotel delle Terme, la quale struttura alberghiera, nella sua ristrutturazione, aumenterebbe di una ventina di camere la sua capacità ricettiva. Che ci sia la necessità di aumentare notevolmente i posti letto è una necessità avvertita e per la quale non bisogna essere scienziati del turismo per comprenderla. Est in rebus modus. Quel complesso monumentale San Francesco non può cambiare la destinazione per la quale è stato ristrutturato e riqualificato, diventando una risorsa strategica per il turismo culturale e congressuale. Un settore che ha un potenziale molto elevato. L’ex convento San Francesco era inserito nella visione complessiva di sviluppo delle terme, con gli stabilimenti, il teatro e, appunto, l’ex convento come struttura essenziale per attrarre il flusso culturale-congressuale. Questo immenso patrimonio non può essere sconvolto. Il sindaco di Sciacca, il Consiglio comunale ne discuta subito il aula consiliare. Faccia dichiarare ufficialmente e per iscritto alla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Agrigento quale sia la sua posizione al riguardo, o smentire ufficialmente tali voci e garantire che il San Francesco non subirà nessun cambio di destinazione d’uso.
Che si spezzi il silenzio calato sulle terme sotto forma di motivazioni che reggono a stento. Il sindaco Fabio Termine, in campagna elettorale, disse chiaramente che avrebbe usato il metodo ellenistico dell’Agorà. Cioè le scelte importanti per lo sviluppodella città sarebbero passate attraverso un coinvolgimento dei cittadini. Solo promesse di campagna elettorale? Fino ad oggi nessun argomento è stato dibattuto nella forma più ampia della democrazia.
Lo stesso vale per l’ex ospedale di via Figuli. Nessuna altra trasformazione può interessarlo se non nella forma di struttura alberghiera.
Simone Di Paola chiosa che “da anni ci raccontiamo Sciacca come una città naturalmente vocata al turismo, come un possibile grande polo turistico del Mediterraneo. Lo diciamo per la sua storia, per il patrimonio culturale, per il mare, per le terme, per il paesaggio e per la straordinaria posizione geografica. Ma una vocazione non può essere soltanto uno slogan. Deve diventare una linea guida nelle scelte concrete. Per questo considero difficile, se non addirittura contraddittorio, immaginare una destinazione diversa da quella turistico ricettiva e culturale per un luogo strategico e naturalmente vocato a questo tipo di sviluppo come l’area dell’ex ospedale. In questa prospettiva, non avremmo semplicemente tre interventi distinti, ma la possibilità di costruire un vero sistema urbano al servizio della vocazione turistica di Sciacca: spazi, strutture e funzioni capaci di rafforzarsi reciprocamente e di creare un’offerta più moderna, qualificata e competitiva”. E sottolinea anche che “se sono vere le cose che per anni ci siamo ripetuti sulla vocazione turistica di Sciacca, una destinazione dell’ex ospedale che fosse estranea a questa prospettiva mi lascerebbe alquanto perplesso”. Ovviamente, in tale ottica sarebbe un atto criminoso trasformare l’ex convento San Francesco in camere da letto.





