Sciacca candidata a Capitale Italiana del Mare 2027, accolto il suggerimento lanciato da Corriere di Sciacca
Per il sindaco Fabio Termine, la candidatura rappresenta un’occasione per rafforzare il ruolo di Sciacca nel dialogo mediterraneo sulla pesca e per valorizzarne l’identità marinara
Il Comune di Sciacca ha presentato la propria candidatura al titolo di “Capitale Italiana del Mare 2027”, promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri attraverso il Dipartimento per le Politiche del Mare. Una scelta che assume un significato particolare perché arriva dopo il suggerimento lanciato da Corriere di Sciacca lo scorso 7 settembre (leggi sotto), quando il nostro giornale aveva evidenziato l’opportunità di partecipare al bando nazionale per valorizzare il ruolo della città e della sua marineria. Un’indicazione che l’amministrazione comunale ha raccolto. La candidatura si fonda sul progetto “Sciacca, Mare di Incontri – Identità, comunità e futuro nel cuore del Mediterraneo”. Il Comune scelto riceverà un finanziamento di un milione di euro. Il programma prevede un anno di iniziative dedicate alla cultura marinara, al dialogo euro-mediterraneo, alla valorizzazione del patrimonio legato alla Madonna del Soccorso, all’accoglienza turistica e a percorsi educativi rivolti alle scuole. L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato con la recente visita del Commissario europeo per la Pesca Costas Kadis e può contare sul sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale e di due Dipartimenti dell’Università di Palermo. Il Dipartimento SEAS curerà uno studio sullo sviluppo economico delle attività legate al mare e al porto, mentre il Dipartimento di Architettura seguirà un percorso partecipato per la valorizzazione dello skyline portuale. La partecipazione alla selezione è stata approvata dalla Giunta comunale. Per il sindaco Fabio Termine, la candidatura rappresenta un’occasione per rafforzare il ruolo di Sciacca nel dialogo mediterraneo sulla pesca e per valorizzarne l’identità marinara. Una sfida che punta a trasformare il mare in leva di sviluppo, in una fase complessa per il comparto ittico locale.





