Sagra della Busiata, è polemica: “L’Ex Chiesa Madre non è un palcoscenico da sfigurare”
Uno scultore denuncia l’allestimento dell’evento culinario cominciato ieri sera: “Mortificato uno dei simboli della storia di Salemi. Intervengano subito le istituzioni”.
Un evento nato per celebrare la tradizione culinaria della busiata si è trasformato in un caso cittadino. La Sagra della Busiata, cominciata ieri sera, pensata per attrarre pubblico e valorizzare l’identità gastronomica di Salemi, finisce al centro di una polemica: a scatenarla è Gaspare Occhipinti, scultore trapanese noto per la riproduzione del monumento dedicato ai Gemellini Asta e alla madre Barbara Rizzo, collocata a Pizzolungo, nel luogo dove il 2 aprile 1985 si consumò una delle più drammatiche stragi di mafia. L’artista denuncia l’allestimento scenico montato nell’area dell’Ex Chiesa Madre, luogo simbolo della storia cittadina e parla di “continua mortificazione” del monumento, accusando gli organizzatori di aver oscurato l’abside e le navate con sovrastrutture invasive: americane, fari, impianti di amplificazione, schermi giganti, macchine del fumo. “È inaccettabile – dice – sfigurare un bene che rappresenta l’identità del territorio, parte di un unicum architettonico con il Castello Svevo, testimone della proclamazione d’Italia”. Occhipinti sostiene che invece di valorizzare il monumento, l’evento lo avrebbe trasformato in semplice sfondo sacrificabile, penalizzandone la bellezza e la funzione culturale. E chiede l’intervento immediato della Soprintendenza, dell’Assessorato alla Cultura e del Sindaco. La Sagra della Busiata, pensata per unire comunità e tradizione, diventa così terreno di scontro: un contrasto che riapre il dibattito su come conciliare promozione turistica e tutela dei luoghi identitari.






