Terremoto devastante in Venezuela: comunità italiana in allarme
Due scosse di magnitudo 7.1 e 7.5 distruggono Caracas e l’ovest del Paese: migliaia in strada, voli sospesi
Due scosse violentissime, a distanza di pochi minuti, hanno devastato il Venezuela seminando panico e distruzione. Caracas e un’ampia fascia dell’ovest del Paese sono le aree più colpite: centinaia di edifici crollati, quartieri in ginocchio, migliaia di persone in strada. “Sembrava un film horror”, raccontano i residenti fuggiti dalle case mentre tutto crollava attorno a loro. Gravissimi i danni all’aeroporto internazionale, dove il cedimento di alcune strutture ha scatenato il caos tra i passeggeri e portato alla sospensione dei voli. Le comunicazioni telefoniche sono andate in tilt, mentre per sicurezza è stato interrotto il rifornimento di gas. Particolarmente isolata la provincia rurale di Yumarè, dove si riesce a comunicare solo via WhatsApp. La presidente ad interim Delcy Rodriguez, intervenuta in diretta tre ore dopo le prime scosse, ha proclamato lo stato di emergenza: “Abbiamo avuto 20 repliche, molte zone sono gravemente colpite”. In serata il bilancio ufficiale è salito a 32 morti e oltre 700 feriti, con lo stato di La Guaira indicato come il più devastato. “È una tragedia”, ha detto Rodriguez, ringraziando i Paesi che hanno offerto aiuto. Si tratta del terremoto più violento degli ultimi 126 anni in Venezuela, aggravato da un ipocentro superficiale e da edifici privi di adeguate norme antisismiche. Le scosse sono state avvertite fino ai confini con la Colombia. Preoccupazione anche in Italia per la numerosa comunità di connazionali. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato l’attivazione dell’unità di crisi e la disponibilità a fornire supporto internazionale: “Speriamo non ci siano italiani coinvolti, ma con una comunità così vasta il rischio esiste. Siamo pronti ad aiutare”.





