Siciliacque controreplica all’Ars: “Non siamo noi a gestire la distribuzione locale”
La società replica dopo l’audizione: “Crediti per oltre 35 milioni, situazione finanziaria sostenuta solo grazie a interventi straordinari”
Nel giorno successivo alla riunione della Commissione Ambiente dell’Ars, in cui i deputati La Rocca Ruvolo e Cambiano hanno chiesto all’assessore Francesco Colianni che la Regione acquisisca il 75% delle quote di Siciliacque oggi in mano ai privati, mentre La Vardera ha proposto addirittura di sciogliere la convenzione e sottrarre la gestione dell’acqua all’ingrosso al privato, arriva la presa di posizione di Siciliacque.La società, che gestisce il sovrambito idrico regionale, sottolinea di vantare crediti rilevanti: 16,3 milioni nei confronti del gestore d’ambito di Agrigento Aica, di cui 10 milioni messi a disposizione dalla Regione saranno incassabili solo nel 2027 e 19 milioni per forniture idriche agli ex Comuni Eas negli ultimi due anni e mezzo. “Una situazione – riferisce la società di sovrambito – che nel 2024 ha imposto un aumento di capitale e un finanziamento soci per 40 milioni, ritenuti indispensabili per garantire stabilità e continuità del servizio “nonostante il mancato riconoscimento dei pagamenti dovuti”. Siciliacque rivendica di operare “con trasparenza ed efficienza”, ma segnala “criticità significative” nel rapporto con Aica, superate finora solo grazie all’intervento della Regione. E chiarisce che la carenza di risorsa idrica nell’ambito agrigentino non rientra nelle sue competenze, poiché la società non gestisce la distribuzione locale. “Attribuire a noi responsabilità non proprie -afferma l’azienda – non aiuta a risolvere le difficoltà delle comunità”. Siciliacque ribadisce infine la disponibilità al confronto con istituzioni nazionali, regionali e locali.





