Bellanca: "Termine governa da 4 anni, si assuma le responsabilità di un fallimento" - Corriere di Sciacca

Bellanca: “Termine governa da 4 anni, si assuma le responsabilità di un fallimento”

Filippo Bellanca

Il clima politico si arroventa e non per l’estate ma in vista delle prossime elezioni in primavera. Il consigliere Filippo Bellanca controbatte alle affermazioni del sindaco Fabio Termine

SCIACCA- “L’attuale Amministrazione governa la città da quattro anni e la responsabilità dei risultati è ormai sotto gli occhi di tutti”. Bellanca reindirizza il boomerang lanciato dal sindaco e lo fa ritornare al lanciatore. Termine, tuona Bellanca, “in risposta alla mia interrogazione su via del Poio e contrada Bordea, tende a spostare il confronto dal merito delle questioni amministrative alla polemica politica personale. Non risponde ai quesiti posti e sceglie di attaccare il sottoscritto per la sua brevissima esperienza nella Giunta Valenti, omettendo però un dettaglio politico tutt’altro che secondario”. Qui, Bellanca, fa una cronostoria. “La sua stessa elezione si è fondata anche sul sostegno di chi ha fatto parte di quella stagione amministrativa: tre ex assessori, un ex consigliere comunale della maggioranza Valenti e la stessa Francesca Valenti hanno contribuito in modo decisivo al risultato elettorale, con circa 1.400 voti complessivi. Oggi, mentre una parte di quel percorso politico è stata archiviata, resta il dato che un consigliere comunale che allora sosteneva la Valenti e un assessore di quella Giunta , Fabio Leonte, fanno ancora parte, a pieno titolo, dell’attuale Amministrazione, con ruoli di governo e consiliari”. Bellanca cita il caso di Valeria Gulotta, che ha ricoperto il ruolo di assessore e consigliere comunale di questa Amministrazione, “salvo poi essere completamente defenestrata. Anche sotto questo aspetto, appare evidente una totale mancanza di coerenza politica”. E va giù: “E’ singolare usare come argomento di delegittimazione la mia esperienza di un anno in Giunta, mentre si governa la città anche grazie e con gli stessi protagonisti di quelle stagioni politiche”. Bellanca conclude ricordando che “le interrogazioni consiliari devono trovare risposta nel merito e nelle sedi istituzionali, senza trasformarsi in occasioni di propaganda politica”.

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