Chiusura galleria Belvedere, l’unica certezza è la confusione
Ieri sera gran parte delle ore della seduta consiliare sono state destinate ad un dibattito sui lavori della demolizione e ricostruzione della galleria Belvedere. Un dialogo sordo che ha creato maggiore confusione ai cittadini
SCIACCA- Ore di dibattito sui lavori di demolizione e ricostruzione della galleria Belvedere ieri sera nel corso della seduta consiliare. Parecchie ore in diretta televisiva che, certamente, non solo hanno chiarito poco sulla viabilità alternativa ma che hanno generato ancora maggiore confusione ai cittadini. Fatto ancora più grave è che non c’è idea del danno economico che sarà generato alle attività presenti in tutta la vasta zona interessata al piano alternativo di viabilità. Un dato è certo. La chiusura della galleria Belvedere durerà almeno tre anni. Ma è quasi certo che questo lunghissimo periodo (in Giappone in tre anni sarebbero nelle condizioni di costruire una autostrada di centinaia e centinaia di chilometri). Ma quando di mezzo c’è l’Anas, tutti sappiamo come va a finire.
Si era stabilito, nella seduta consiliare precedente, di convocare l’Anas per un dibattito pubblico in aula consiliare al fine di fare chiarezza e dare certezza su quello che accadrà e per quanto tempo accadrà. Ma soprattutto spiegare con estrema chiarezza quale sarà concretamente la viabilità alternativa e quanti disagi recherà al tessuto economico, viario e sociale sul territorio.
Il dibattito ha partorito un largo ventaglio di domande poste al dirigente Gioia. Da premettere che la seduta consiliare sull’argomento doveva individuare una data di incontro con l’Anas al fine di avere un dibattito diretto con l’ente appaltatore e realizzatore del progetto ormai definitivo. Insomma, le domande dovevano trovare risposta dall’Anas. Invece, ieri sera, sono state bruciate ore di “interrogatorio” dal quale, in verità, è servito per generare maggiore confusione non solo tra consiglieri comunali ma anche ai cittadini che hanno seguito la seduta tramite la diretta televisiva. In buona sostanza, ieri sera si sono fatti i conti senza l’oste, con momenti, sostanzialmente, degni di una commedia tragicomica. Dopo ore di clima farsesco, si è decisi di convocare l’Anas per il 30 marzo, data stabilita in conferenza dei capigruppo.
Una cosa è certa. Il progetto è definitivo compresa la parte vitale che riguarda la viabilità alternativa. Un progetto che è andato avanti con l’interlocuzione dell’amministrazione comunale e dei tecnici comunali. E’ trascorso un arco temporale che interessa parte della giunta Valenti e gli oltre tre anni della giunta Termine. Un arco temporale nel quale mai si sono proiettate grafici chiari sulla viabilità alternativa in modo tale che i cittadini potessero avere maggiore cognizione.
Mai è stato diffuso un dato essenziale: il flusso veicolare che attraversa la galleria Belvedere e le vie che rappresenteranno la viabilità alternativa. Al già imponente traffico di autoveicoli e mezzi pesanti si aggiungerà quello già caotico delle vie interne e che riguardano i quartieri oggetto della viabilità alternativa.
Altro problema è la mancanza di un piano B. Cioè nel caso di un guasto alla rete idrica, fognaria, sulla viabilità alternativa. In tal caso si creerebbe un ingorgo da film horror. I lavori dureranno tre anni. Ma è una cifra che, certamente, si allungherà possibilmente a sfiorare i cinque anni.
Allo stato attuale, non ci resta che affidarci alle collaudate benevolenze della Madonna del Soccorso.





