Terme, il progetto, le riunioni informali e il segreto di Pulcinella

terme dall'alto

I consigli comunali, che registrano cifre testimoni di una lontananza marcata tra cittadini e politica, spesso sono valanghe di interventi noiosi, di pochi contenuti, di oltraggio alla lingua italiana. Ma quello dell’1 ottobre è anche un manuale di come mettere sul palcoscenico una farsa

SCIACCA– La seduta consiliare dello scorso primo di ottobre somiglia spiccatamente ad una farsa dove si è recitato a soggetto da parte di personaggi in cerca d’autore. E in quell’aula, quella sera, sui banchi sembravano seduti uno, nessuno e centomila. Quella seduta ha dimostrato la goliardia di comprendonio da parte del sindaco, del dirigente tecnico, nell’affrontare un argomento delicatissimo e insidiosissimo quale la visione del progetto attraverso procedure fuori dai binari delle norme e della legge. Il tutto nasce da una convocazione di una conferenza di servizi preliminare del Dipartimento regionale delle Attività Produttive indetta per il 18 ottobre. Si tratta di una conferenza di servizi, fase preliminare, riservata alle amministrazioni pubbliche coinvolte (una trentina) per esaminare la documentazione progettuale presentata da Saturnia Terme Spa, la società selezionata per la manifestazione d’interesse alla gestione delle Terme di Sciacca. In questa fase preliminare tali amministrazioni devono indicare condizioni, prescrizioni, eventuali adeguamenti e ulteriori adempimenti dei quali si dovrà tenere conto nelle fasi successive. Si tratta di una fase preliminare dove ogni ente pubblico coinvolto per competenze traccerà le linee guide dei punti prima riportati. La questione, senza mezzi termini, include anche la certezza di apportare una variante urbanistica al progetto, la cui approvazione è di competenza del Consiglio comunale di Sciacca.
La seduta consiliare del primo ottobre si apre con l’argomento di una convocazione convocata dal sindaco il giorno 7 con invito ai consiglieri comunali ma anche a soladizi che non vestono abiti istituzionali.
Va messo bene in evidenza il fatto di assoluto rilievo che la Saturnia Terme Spa ha posto il segreto industriale al progetto. Ciò significa che la visione è assolutamente circoscritta a chi ha competenza esclusiva sull’esame del progetto.
Altro punto essenziale è che il gruppo Massinelli, che ha presentato una sua proposta progettuale rispondendo alla manifestazione di interesse della Regione con esito negativo perché esclusa, ha presentato due ricorsi al Tribunale Amministrativo della Sicilia. Uno perché al medesimo gruppo è stato negato l’accesso agli atti per prendere visione del progetto della Saturnia Terme Spa al fine di una comparazione con la proposta esclusa. Un altro ricorso riguarda l’annullamento della procedura della manifestazione pubblica. Il Tar si deve pronunciare. Dunque, vi è un corposo contenzioso in corso che rende delicato ogni passo compiuto verso il proseguimento dell’iter di rilancio, sviluppo e affidamento delle Terme da parte della Regione. Insomma, bisogna muoversi in maniera adeguata e accorta, senza mettere i piedi sulla buccia di banana e scivolare rovinosamente. Agevoliamo il lettore nel comprendere la farsa consumata (o tentata) e messa in scena nel corso della seduta consiliare dello scorso primo ottobre.
La lettera del sindaco di invito ad una riunione fissata il 7 ottobre alle ore 12 nella sala giunta specifica che nel corso dell’incontro saranno illustrati il procedimento in corso, i principali contenuti della proposta progettuale sottoposta alla Conferenza dei servizi preliminare, al fine di avviare un confronto sulle questioni di maggiore interesse per la città e sugli elementi che potranno essere oggetto della determinazione del Comune. La lettera del sindaco termina con la farsa napoletana. Termina, infatti, comunicando che “al fine di consentire una piena e consapevole partecipazione al confronto (quello informale del 7 ottobre), la documentazione progettuale relativa alla proposta potrà essere consultata presso gli uffici del V Settore Urbanistica del Comune di Sciacca, nella personal del Dirigente ing, Salvatore Gioia”.
E’ qui che la questione fa imbufalire il consigliere Ignazio Bivona che interviene. Il suo intervento è anche rafforzato da quello della consigliere Carmela Santangelo. I loro interventi sono frutto della loro professione di avvocati e, quindi, sanno bene quali conseguenze producono le procedure qualora deraglino dai binari previsti dalle leggi.
C’è una questione assai delicata. Mentre al gruppo Marinelli è stato respinto l’accesso agli atti per visionare il progetto e ha prodotto il ricorso al Tar, il medesimo si trova disponibile alla consultazione attraverso l’invito del sindaco a mezzo lettera firmata. Questa discrepanza, se messa in atto, non può che generare un ulteriore passo legale e giudiziario da parte del gruppo Massinelli e rendere questa fase di contenzioso ancora più acuto. Insomma, c’è il rischio che l’intero procedere della Regione subisca un deleterio rallentamento, se non uno stop. Altra ciliegina sulla torta della seduta del primo ottobre è che l’ingegnere Gioia comunica che la Commissione Urbanistica ha invitato i consiglieri comunali. Si imbufalisce ancora di più il consigliere Ignazio Bivona che è anche presidente della medesima Commissione e che era all’oscuro dell’invito. Da sottolineare che la convocazione a cura della Commissione Urbanistica è esclusiva competenza del suo presidente. Da non sottovalutare che il progetto della Saturnia Terme Spa necessita di una variante al Piano Urbanistico Generale. Questo è di competenza esclusiva del Consiglio comunale e comporta responsabilità personali da parte dei consiglieri comunali. Nella seduta del primo ottobre si è sollecitato di rispettare le procedure previste dalla legge. Il Consiglio comunale attenderà i pareri tecnici, la proposta di delibera dell’Amministrazione comunale, il dibattito in aula con il consequenziale atto di approvazione. Forzare le procedure in questo preciso e delicato momento dell’iter iniziato dalla Regione può rivelarsi un pericoloso boomerang. Il sindaco dovrebbe evitare tentazioni tipiche del periodo preelettorale ma anche pressioni di presenze da parte di presunti professori di tuttologia. C’è un iter della Regione che per la prima volta sembra seguire il giusto cammino. Buttare bucce di banane su di esso può provocare pericolose cadute.


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