Sindaco acchiappatutto, ma sull’impianto sportivo al Ferraro Simone Di Paola lo bacchetta

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Le elezioni per la carica di sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale si svolgeranno tra meno di un anno, ma già il clima è rovente, al di là del terribile anticiclone africano che sta infuocando l’Europa intera. Ad alimentare il già infuocato clima politico sono i video propagandistici che il sindaco Fabio Termine manda sui social, il suo campo di battaglia preferito

SCIACCA– E’ ormai propaganda elettorale e ognuno, in modo particolare il sindaco Fabio Termine, porta acqua al proprio mulino. Ci sono vari cantieri di opere pubbliche aperti, ma anche in fase di apertura. Molti si sono e si stanno realizzando grazie alle delibere che il Consiglio comunale ha approvato. E’ d’obbligo ricordare che il sindaco non dispone di maggioranza, anzi gode di una minoranza assoluta avendo dalla sua parte un solo consigliere comunale, Fabio Leonte. Dunque, gli atti deliberativi vanno a buon fine grazie all’approvazione dei consiglieri comunali. E qui ritorna in mente la questua del sindaco nel chiedere al Consiglio comunale di “scrivere belle pagine”, di pensare “al bene della città”, di lavorare in sinergia. Insomma, quando il sindaco ha bisogno diventa una fonte che sparge voglia di collaborare, di fare squadra. Una fonte che si asciuga, invece, quando bisogna fare propaganda e prendersi i meriti pensando al consenso elettorale. Nel caso della riqualificazione dell’impianto sportivo del Ferraro, il sindaco ringrazia il deputato Pd, Michele Catanzaro, dimenticando il “tradimento” del 31 dicembre, la notte in cui voltò le spalle al deputato per aderire alla corrente opposta a quella di Catanzaro. Il tutto nell’assoluta segretezza degna di competere con la CIA. La riconoscenza spesso diventa tanto sottile da scomparire. Il sindaco, dimentica, anche di ringraziare l’onorevole Pace che ha permesso il fianziamento della riqualificazione di piazza Don Sturzo. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il video-propaganda relativo alla riqualificazione dell’impianto sportivo nel quartiere Ferraro. Un video che ha suscitato le ire di Simone Di Paola e, certamente, di Valeria Gulotta. I due assessori, pilastri della Giunta, defenestrati ma che hanno dato corpo e anima per amministrare sacrificando le famiglie per concentrarsi a mettere su progetti che adesso spuntano come funghi. Ed è lo stesso Simone Di Paola che manifesta la sua ira e delusione sul suo profilo Facebook. “Questa è una grandissima notizia- scrive Di Paola- che premia un quartiere dalle enormi potenzialità in termini di sviluppo e crescita ed una comunità che da anni reclama attenzione e considerazione. Uno straordinaria conquista che reca principalmente 2 nomi: Valeria Gulotta che da assessore allo sport ha testardamente voluto e seguito questo intervento, determinandone oggi la fase realizzativa e Michele Catanzaro che, da deputato del territorio, in un magnifico gioco di squadra, ha saputo ottenere la necessaria copertura Economica Senza la quale non sarebbe stato possibile entrare nella fase della realizzazione. Questa è l’ennesima testimonianza di quanta differenza passi fra la politica degli annunci e dei video propaganda e la politica del fare, in silenzio ma con straordinaria concretezza”.
Commentare il post di Simone Di Paola è pleonastico. Le parole, di cui Di Paola è eccellente maestro, sono chiarissime e inequivocabili. Il sindaco va avanti a testa bassa, come un ariete, gettando alle ortiche le sue suppliche al Consiglio comunale. Oggi è impegnato in una costante attività di raccolta del consenso, accendendo su di esso ed egositicamente i meriti. Un dubbio rimane: perchè il sindaco non cita Gulotta e Di Paola? Nel citare loro smentirebbe sè stesso. Due validi assessori defenestrati in modo plateale e senza risparmio di galanteria. Dunque, meglio ignorarli. Valeria Gulotta, in modo particolare, ha dato anima e corpo, si è anche dimessa da consigliere comunale. Termine è riuscito a mandare a casa ignobilmente una sua capace e fertile collaboratrice. Per lo stile terminiano, meglio cancellarla, ignorarla. Un metodo che ricorda le purghe staliniane.
In ultimo, torna in mente i consiglieri comunali. Hanno criticato, poi “per il bene della città” hanno approvato tutte le delibera. E il grande regista, Fabio Termine, nei grandi film prodotti non li cita. Non come coprotagonisti, ma neanche come comparse. Che “belle pagine scritte”….con l’inganno misto a irrefrenabile protagonismo!

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