Quaranta milioni fermi e servizi in crisi: la Sicilia arretra sulla salute mentale
Nel dossier delle organizzazioni siciliane emergono ritardi strutturali
In Sicilia la tutela della salute mentale registra uno dei peggiori livelli nazionali: l’indice elaborato dalla Società italiana di epidemiologia psichiatrica segna –0,21, quarto dato più basso in Italia. Aumentano il disagio psichico giovanile (+30%) e gli accessi al pronto soccorso per motivi psichiatrici (+10%), mentre il personale resta sotto la media nazionale. I Tso sono 1,6 ogni 10.000 abitanti, quasi il doppio della media italiana. Eppure oltre 40 milioni di euro destinati ai percorsi terapeutici risultano ancora non pienamente utilizzati. Il quadro è stato presentato dal Movimento regionale delle organizzazioni per la Salute mentale a Palazzo dei Normanni, insieme a associazioni, familiari, professionisti e terzo settore. Nel dossier emergono ritardi strutturali: la Consulta regionale non viene convocata dal luglio 2024, il Coordinamento tecnico è fermo da gennaio 2025 e l’ultimo confronto con l’Assessorato risale al dicembre 2025, senza sviluppi. Le organizzazioni denunciano la trasformazione dei Centri di salute mentale in semplici ambulatori, con équipe indebolite e percorsi territoriali ridotti. L’Intergruppo parlamentare ha raccolto le richieste impegnandosi a portarle all’Ars. «La salute mentale deve tornare una priorità», ribadiscono le associazioni.





