Pesca al collasso a Porto Empedocle: “Non possiamo più uscire in mare”
Caro carburante e indennità non pagate, esplode la protesta dei pescatori. Armatori pronti a lasciare i pescherecci fermi in porto
Il caro carburante e il mancato pagamento delle indennità per il fermo biologico fanno esplodere la protesta nel comparto ittico di Porto Empedocle. Da ieri è stato ufficialmente dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori imbarcati sui pescherecci attraccati nello scalo agrigentino, mentre per domani è stata convocata un’assemblea permanente con sit-in davanti alle imbarcazioni. Nella nota inviata alle istituzioni regionali e provinciali, le organizzazioni sindacali evidenziano una situazione ormai diventata economicamente insostenibile. Al centro della contestazione c’è il costo del carburante, indicato come la principale causa dell’impossibilità di proseguire regolarmente l’attività di pesca. A pesare ulteriormente sui bilanci delle marinerie è anche il ritardo nell’erogazione delle indennità relative al fermo biologico dell’anno precedente, somme che i rappresentanti del settore definiscono già modeste e che, ad oggi, non risultano ancora corrisposte. La mobilitazione coinvolge sia i lavoratori che gli armatori. Questi ultimi denunciano un quadro aggravato da continui vincoli normativi e burocratici che, a loro dire, rendono sempre più difficile portare avanti le attività economiche in condizioni di sostenibilità. Secondo quanto riportato nel documento, la crisi rappresenta ormai “un macigno insormontabile” per l’intero settore della pesca. Il segnale più preoccupante arriva proprio dagli armatori che fanno capo a Rosario Castronovo, i quali annunciano che, in assenza di risposte concrete, non ritireranno i documenti delle imbarcazioni dalla Capitaneria di Porto e stanno valutando perfino il disarmo dei pescherecci. Una prospettiva che rischia di tradursi in un ulteriore colpo per una delle attività economiche storiche della fascia costiera agrigentina. L’assemblea si terrà il 30 settembre nello spazio antistante il molo Crispi, dalle ore 10 alle 15. Contestualmente, sindacati e rappresentanti della marineria hanno chiesto incontri urgenti alle autorità competenti affinché vengano adottati provvedimenti concreti per scongiurare il blocco definitivo delle attività e garantire un futuro a lavoratori e imprese della pesca.





