Organici ridotti e carichi insostenibili: il sindacato accusa il Comune di immobilismo

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A Menfi, la FP CGIL proclama lo sciopero per la giornata del 23 luglio

La FP CGIL ha proclamato per giovedì 23 luglio una giornata di sciopero al Comune di Menfi, con sit‑in davanti al Municipio. La decisione arriva dopo l’esito negativo del tavolo di raffreddamento in Prefettura del 6 luglio e segue l’assemblea del personale, che ha votato all’unanimità la mobilitazione. Al centro della vertenza c’è l’aumento stabile delle ore per i dipendenti part‑time involontari, molti dei quali con un’età media superiore ai 60 anni e impegnati in settori in forte sofferenza, dai servizi demografici a quelli tecnici. Secondo la FP CGIL, l’Amministrazione comunale avrebbe chiuso ogni spiraglio, rinviando sine die qualsiasi valutazione. Per la segretaria generale Caterina Tusa e il segretario territoriale Matteo Lo Raso, il dissesto finanziario e il mancato bilancio riequilibrato sono «pretesti» che non tengono conto dell’urgenza di definire il Piano triennale del fabbisogno, mappare i pensionamenti e valorizzare il personale interno con progressioni verticali e incremento delle ore, prima di nuove assunzioni. Il sindacato denuncia organici ridotti «all’osso» e persino casi di volontari impiegati nei servizi comunali, richiamando il rischio di un ritorno al “lavoro grigio” già vissuto in Sicilia. Altri Comuni in dissesto, sottolinea la FP CGIL, hanno scelto di rafforzare i propri dipendenti. A Menfi, invece, mancherebbe persino la definizione dei tempi per adottare gli strumenti finanziari necessari. La CGIL respinge inoltre ogni tentativo dell’Amministrazione di influire sulle scelte organizzative del sindacato e invita il Sindaco a convocare ufficialmente un confronto. Con lo sciopero del 23 luglio, il sindacato chiede un cambio di rotta e il riconoscimento del valore di chi garantisce ogni giorno i servizi comunali nonostante le gravi carenze di personale.

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