“La sanità agrigentina ostaggio di una classe politica”, grave denuncia dei sindacati Cimo-Fesmed e Fials

asp agrigento

Le sigle sindacali Cimo-Fesmed e Fials denunciano un sistema di potere clientelare ancora in vita nonostante le indaginio della Procura di Caltanissetta

AGRIGENTO– Una denuncia che fa molto rumore quella dei sindacati Cimo-Fesmed e Fials che evidenzia come nonostante l’indagine della procura di Caltanissetta sulla gestione del Cefpas, abbia “scoperchiato un sistema opaco in cui la sanità pubblica viene trattata come un feudo privato e un moltiplicatore di consenso elettorale”, esso continui a rimanere in vita”. Lo affermano in una lettera aperta le segreterie provinciali di Cimo-Fesmed e Fials, rappresentati rispettivamente da Rosetta Vaccaro e Amedeo Fuliano. Lettera – inviata ai vertici della Regione, alla Commissione Antimafia, all’Anac e al procuratore della Repubblica di Agrigento, Giovanni Di Leo. Le sigle sindacali sollecitano un intervento ispettivo regionale, l’imposizione della rotazione straordinaria e, soprattutto, “la rimozione o sospensione immediata dei vertici aziendali dell’Asp di Agrigento per la manifesta omissione nell’applicazione delle leggi anticorruzione e dei provvedimenti disciplinari dovuti“.
Secondo i sindacati, nonostante le dimissioni dell’ex direttore generale e il coinvolgimento di noti esponenti politici e dirigenti, “il sistema di potere non è arretrato di un millimetro”. Cimo-Fesme e Fials denunciano la “sfrontata conservazione dello status quo, sintomo del fatto che i potentati locali mantengono saldamente il controllo sulle decisioni strategiche e gestionali dell’Asp».
I sindacati etichettano l’Asp di Agrigento una «fabbrica di concorsi e incarichi ad hoc: non si arresta la proliferazione di uffici e il conferimento di incarichi dirigenziali strutturati su misura. Veri e propri abiti sartoriali cuciti per soddisfare le richieste dei potentati politici che continuano a pretendere carriere agevolate per familiari e fedelissimi, calpestando il merito e i diritti dei lavoratori onesti».
Nella lettera dei sindacati non viene risparmiatoi l’organismo di valutazione: «Siamo di fronte al paradosso inaccettabile di un presidente che continua a validare e certificare le performance aziendali». Situazione che, per Cimo e Fials, garantisce che i premi economici restino nelle mani dello stesso circuito di potere. Di fronte a quello che viene descritto come un muro di gomma, le sigle sindacali chiedono un intervento immediato. La sanità agrigentina, si legge nella nota, «non deve rimanere ostaggio di una classe politica che considera la salute dei cittadini e le carriere dei dipendenti pubblici come merce di scambio».

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