“Non possiamo tornare in mare per perdere”: l’appello disperato di un armatore di Sciacca strozzato dal gasolio a 1,40

fauci peschereccio 2026

Dopo 30 giorni di fermo biologico, la flotta rischia di restare in porto. Costi alle stelle, 1.100 euro solo per fare rifornimento per un giorno in mare. Oggi a Sciacca l’assemblea di tutte le marinerie agrigentine: si va verso la protesta

SCIACCA – Dopo 30 giorni di fermo biologico obbligatorio, i pescherecci di Sciacca rischiano di non ripartire più. Potrebbero tornare in mare giovedì 1 ottobre, ma molti armatori annunciano: resteremo in porto. Non è capriccio, è sopravvivenza. Oltre allo stop regionale allo strascico nella GSA 16, c’è un nemico più feroce: il gasolio a 1,40 euro al litro. L’allarme accorato è di Pietro Fauci, armatore del “Piccolo Leonardo”: “800 litri a battuta, oltre 1.100 euro. Più equipaggio e reti. Per non fallire servono 2 mila euro di pescato a uscita. Impossibile. Vogliamo lavorare, ma non accumulando perdite”. Un disastro per la seconda marineria a strascico della Sicilia, prima per azzurro e gambero. In Sicilia 750 barche fanno strascico, 232 ferme nella GSA 16, metà tra Sciacca ed Empedocle. Il fermo a settembre ha affossato anche ristoranti e turismo. Oggi l’assemblea infuocata a Sciacca deciderà forme di protesta e possibile fermo anche oltre il 30 settembre.

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