Incendi: troppi roghi simultanei, il sospetto del dolo diventa un’emergenza pubblica
Weekend di incendi in tutta l’isola: focolai ravvicinati, dinamiche identiche, territori in ginocchio. Cresce l’ombra dell’origine dolosa.
Un weekend di passione ha travolto la Sicilia, costretta a fronteggiare un’ondata di incendi che ha colpito quasi tutte le province. Ettari di macchia mediterranea in fumo, abitazioni minacciate, evacuazioni improvvise, aziende agricole danneggiate: un copione che si ripete, ma con una novità inquietante. La simultaneità dei roghi, la loro violenza e la scelta dei punti di innesco alimentano più di un sospetto sulla matrice dolosa. Le temperature oltre i 40 gradi, la siccità e i venti tesi hanno trasformato ogni focolaio in un fronte ingestibile. Ma la dinamica degli incendi di sabato pomeriggio tra Menfi e Sciacca va oltre la semplice fatalità climatica. Prima il rogo sul litorale di Menfi, poi, appena un’ora dopo, quello violentissimo tra San Giorgio e Macauda, capace di mettere in crisi un’area vastissima e di creare situazioni drammatiche per residenti e turisti. Due incendi quasi simultanei, entrambi pericolosi per case e persone, entrambi esplosi in zone sensibili. Una coincidenza troppo grave per non essere approfondita. E non è un caso isolato. Nelle stesse ore roghi sono divampati anche ad Aci Sant’Antonio, nel Catanese, e persino nei pressi della base di Sigonella. Una sequenza che sembra seguire una regia, un calendario del fuoco che colpisce quando il territorio è più fragile e i soccorsi più sotto pressione.





