Imposta di soggiorno, nuova proposta riaccende il confronto tra le associazioni turistiche
Strutture Turistiche Sciacca Centro chiede un rimborso per la riscossione del tributo. Sciacca Turismo frena: «Iniziativa isolata, servono scelte condivise».
L’Associazione Strutture Turistiche Sciacca Centro ha rilanciato oggi la richiesta di una revisione del regolamento dell’imposta di soggiorno, tema che a Sciacca si trascina da anni senza interventi concreti da parte del Comune. La proposta punta a introdurre un compenso o rimborso spese per le strutture ricettive, a fronte del lavoro amministrativo svolto per riscuotere e riversare il tributo, seguendo modelli discussi in altre città siciliane.
Il nodo è noto: la legge individua l’operatore turistico come responsabile del pagamento o sostituto d’imposta, attribuendogli un ruolo giuridico pensato per garantire una riscossione capillare. Ma la giurisprudenza non lascia margini. Il Tar Lazio, con la sentenza 11950/2018, ha chiarito che nessun aggio è dovuto, trattandosi di attività strumentali non particolarmente gravose per operatori professionali, già tenuti a obblighi informativi verso i clienti.
La proposta ha però acceso il dibattito locale. L’associazione Sciacca Turismo, che rappresenta la maggior parte dell’extralberghiero, ha preso posizione: il presidente Ezio Bono ha definito la richiesta «un caso isolato» che non riflette la volontà del settore. Ricorda infatti che Sciacca Turismo aveva già avanzato un’ipotesi alternativa: non un compenso diretto, ma una riduzione di Imu o Tari per le strutture. Strade che, alla luce delle sentenze amministrative, appaiono comunque difficilmente praticabili. Resta un dato politico: il comparto turistico cittadino continua a muoversi in ordine sparso, con iniziative singole che rischiano di indebolire la capacità di incidere sulle scelte dell’amministrazione. «Ogni proposta deve tutelare l’interesse comune del settore — afferma Bono — non è possibile che ognuno avanzi idee spesso assurde, senza una visione condivisa».





